La Nuova Sardegna

Confartigianato: la politica è insufficiente

L’associazione dà i voti alla giunta e al Consiglio: pensano ai problemi interni e meno a risolvere la crisi

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CAGLIARI. Se non è una bocciatura poco ci manca: a tre anni dall'inizio della legislatura giunta e Consiglio non arrivano alla sufficienza secondo Confartigianato. «Purtroppo – ha detto la presidente Maria Carmela Folchetti – le imprese sono schiacciate ancora da una politica avvitata su se stessa che pensa più a risolvere i suoi problemi invece della crisi economica e sociale». Il giudizio è emerso dall’indagine «Rating Sardegna», che misura gli impegni presi in campagna elettorale da chi era candidato alla presidenza della Regione o a un seggio in Consiglio e poi è stato eletto. «Manca soprattutto – è scritto nel dossier realizzato da Confartigianato con Openpolis – il coinvolgimento delle associazioni nelle scelte strategiche» e in più c’è anche «un preoccupante scollamento di tempi tra gli atti di programmazione o le leggi approvate e il momento in cui dovrebbero essere operativi». E il ritardo spesso annulla gli effetti sperati.

Il dossier. Confartigianato ha passato al dettaglio seppure fra molte difficoltà, non tutti i provvedimenti erano accessibili su internet, 2.155 atti e documenti prodotti da assessori e consiglieri in 29 mesi, 1.680 della Giunta e 475 dell’Aul. Per metterli a confronto con le sette priorità individuate all'inizio della legislatura dai 36mila artigiani sardi: burocrazia, fisco e costo del lavoro, credito e pagamenti, sviluppo e programmazione, istruzione, formazione e lavoro, infrastrutture, trasporti ed energia, e infine riforma dell'artigianato. Ebbene poco meno della metà del campione, 1.110, sono stati classificati in linea con le priorità. Però 784, sono stati indicati come neutri, non hanno inciso sul reale, e solo 302 hanno avute ricadute positive.

Promossi e bocciati. Fra le decisioni più efficaci di giunta e Consiglio, Confartigianato ha segnalato due delibere di Giunta - l'internazionalizzazione delle imprese e la semplificazione burocratica - e la legge sul pane fresco artigianale proposta da Daniela Forma (Pd) e Luigi Crisponi (Riformatori). Bocciate, invece, la riforma del Consorzio fidi, la legge sull’edilizia, l’ex Piano casa, il bando fantasma «Impresa andata e ritorno all’estero». Fra gli assessori come quantità di atti firmati al primo posto c’è Donatella Spano, ambiente, mentre se il campo è ristretto alle scelte legate alle imprese in testa è Raffaele Paci (bilancio). Fra i consiglieri Pietro Cocco del Pd è primo nelle due classifiche. C’è un altro dato significativo: l’azione politica s’è concentrata su Cagliari e Sassari, molto meno sulle zone interne.

L’appello. Gli artigiani che l’anno scorso hanno prodotto il 16 per cento del prodotto interno lordo regionale (3,5 miliardi) hanno lanciato un appello: «La politica deve ascoltarci di più e smetterla di essere autoreferenziale».

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