Il piano: duemila esuberi e stipendi ridotti
Il no dei sindacati di fronte ai progetti aziendali. Il ministro Delrio: «Prima di tagli si parli di sviluppo»
SASSARI. I controllori di volo Alitalia appartenenti a diverse sigle sindacali sciopereranno domani dalla 13 alle 17 mentre per l’intera giornata – ad eccezione delle fasce garantite 7-10 e 18-21 – la sigla sindacale Cub Trasporti (e per gli aeroporti di Milano anche il sindacato Usb) ha confermato uno sciopero generale del comparto aereo. Alitalia è stata pertanto obbligata a cancellare il 40% dei voli programmati, sia nazionali che internazionali. Nel sito della compagnia è presente un link nel quale scaricare l’elenco dei voli cancellati.
Alitalia ha attivato un piano straordinario per riproteggere sui primi voli disponibili – possibilmente in giornata – il maggior numero di passeggeri coinvolti nelle cancellazioni.
Chi ha acquistato un biglietto per volare domani è invitato dalla compagnia a verificare lo stato del proprio volo, prima di recarsi in aeroporto, chiamando il numero verde 800.65.00.55 (dall’Italia) o il numero +39.06.65649 (dall’estero), oppure contattando l’agenzia di viaggio presso cui hanno acquistato il biglietto. È possibile cambiare la prenotazione o ottenere il rimborso del prezzo pagato. Per limitare i disagi la compagnia annuncia che domani su alcune rotte nazionali e internazionali impiegherà aerei più capienti per facilitare la riprotezione dei passeggeri. Negli aeroporti di Roma Fiumicino e Milano Linateè stato previsto un rafforzamento del proprio personale per assicurare la massima assistenza ai clienti. La protesta. È scattata in seguito alla presentazione del piano industriale ai sindacati, che l’hanno bocciato. Il progetto prevede duemila esuberi soltanto per il personale di terra e un taglio medio degli stipendi vicino al 30%. Ora la palla passa al governo. Che, prima di parlare di esuberi vuole capire come l’Alitalia intende rilanciare la compagnia: è quanto ha affermato il ministro per le Infrastrutture e trasporti, Graziano Delrio. «Bisogna vedere i numeri dello sviluppo, non solo i dati sulla riduzione dei costi perché il governo punta al rilancio dell’Alitalia». «Non abbiamo ancora i numeri per dare un giudizio e finchè non diamo un giudizio sull’intero piano industriale non si può parlare di esuberi. È chiaro che anche un solo licenziamento è una questione molto dolorosa e che seguiamo con grande attenzione».
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