Carbosulcis, incontro in Regione
I sindacati chiedono un vertice per discutere sul futuro incerto della società
GONNESA. Alla decisione di chiudere la miniera di carbone della Carbosulcis nel Comune di Gonnesa, non è seguito con la stessa tempestività un piano di riconversione della società regionale. È quanto lamentano le segreterie regionali e territoriali della Filcem Cgil e la rsu dell’azienda che chiedono un incontro urgente con l’assessore regionale all’industria, Maria Grazia Piras. La miniera di Monte Sinni, nella frazione di Nuraxi Figus, l’ultima in Italia chiuderà definitivamente entro il 2018 e dovrebbe prepararsi a uno sviluppo alternativo, ma le linee strategiche del nuovo piano industriale presentate oltre un anno fa, non sono state ancora approvate formalmente dalla giunta, riferiscono le segreterie. «È necessario approfondire, spiegano i sindacalisti, e rivisitare due aspetti del futuro della società: i progetti di riconversione industriale e l’organizzazione del lavoro per favorirne l’attuazione». Tra i progetti di riconversione industriale c’è Aria, che immagina l’utilizzo dei pozzi della miniera per studiare l’universo e progredire nella ricerca medica. Secondo i sindacati questo progetto sarebbe già cantierabile «Dal momento in cui è stato recepito il piano di chiusura della Carbosulcis, precisano i sindacati, l’organizzazione interna voluta dall'amministratore unico della società sembra privilegiare una continua riduzione del personale a scapito dall'efficienza aziendale». I sindacati chiedono alla Regione, che ha il ruolo di controllo e programmazione, l’assunzione di responsabilità, in primis per le maestranze che devono consolidare il futuro lavorativo, e quali sono i progetti della giunta alla luce dell'imminente scadenza del piano di chiusura della Carbosulcis. (t.p.)
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