La Nuova Sardegna

La Maddalena, troppi turisti nella spiaggia del Cavalieri: sparita metà dell'arenile

di Serena Lullia
La spiaggia del Cavalieri
La spiaggia del Cavalieri

Il prezioso litorale minacciato: ogni bagnante porta via 93 grammi di sabbia. Dal 1998 a oggi il lido accanto alla Spiaggia Rosa si è ridotto del 50 % per volume e superficie: secondo il Cnr potrebbe sparire in meno di 10 anni Situazione critica anche a Santa Maria dove si registrano 200mila presenze.

21 marzo 2017
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LA MADDALENA. Paradisi in estinzione. Dune di sabbia divorate centimetro per centimetro dall’erosione, rubate granello dopo granello. Un furto silenzioso, da cleptomani. Perché non c’è solo chi mette i granelli d’argento in barattolo o in busta. Ogni bagnante porta via la sabbia dai litorali con gli asciugamani e le ciabattine. Gli scienziati del Cnr di Oristano e Napoli lanciano l’sos su alcune delle perle dell’arcipelago della Maddalena. Sulla spiaggia del Cavalieri l’allarme estinzione è al livello massimo. Potrebbe scomparire in meno di dieci anni, rimanere solo un ricordo da cartolina. Ma anche a Santa Maria gli studiosi consigliano di ridimensionare l'assalto dei bagnanti. Al sicuro la Spiaggia Rosa, protetta da venti anni.

La Spiaggia del Cavalieri. Da sempre è la Cenerentola di Budelli. A due passi la sorella nobile, la Spiaggia Rosa, vive come in una campana di vetro da due decenni, protetta da vincoli severi sul mare e sulla terra. Sulla Spiaggia del Cavalieri barconi e barche da diporto sputano migliaia di persone per tutta l’estate. Secondo il Cnr solo 90mila scendono dai barconi turistici. 1000 al giorno. Al massimo potrebbe sopportarne 230. Dal 1998 a oggi il lido del Cavalieri si è ridotto del 50 per cento in volume e superficie. Un processo di arretramento continuo e inesorabile che ha ingoiato la spiaggia. A causa di questa perdita di superficie, scrivono gli studiosi nella relazione consegnata al Parco, si trova in una situazione di degrado. Diverse le cause: la variazione delle condizioni climatiche dell'area che ha portato a un cambio di correnti; la regressione delle praterie di posidonia e l'eccessivo carico antropico.

Il furto inconscio. Gli studiosi del Cnr hanno fatto poi un esperimento per calcolare quanta sabbia viene portata via dai bagnanti dopo aver percorso la via di ritorno dalla spiaggia del Cavalieri verso il punto di ormeggio dei barconi. In media ogni ruba alla spiaggia 93 grammi di sedimento (65 nei piedi e 28 nel telo da mare); 63 grammi (44 nei piedi e 19 nel telo da mare) a bagnante a Santa Maria. Con un’asportazione involontaria massima ogni anno che raggiunge i 6 metri cubi per la spiaggia del Cavalieri e circa 8 metri cubi per la spiaggia di Santa Maria.

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Santa Maria. Bellissima e fragile. Sulla spiaggia di Santa Maria i barconi vomitano ogni anno fino a 200mila visitatori. Un’invasione costante che ha dato una grossa mano a rimpicciolire il litorale. Un contributo in negativo è arrivato anche dall’allungamento del pontile a est del lido che ha provocato l’erosione per circa 100 metri a ovest e un avanzamento dell’estremo occidentale della spiaggia.

Le misure salva lidi. Al momento il Parco è guidato da un commissario, il comandante della Capitaneria di porto Leonardo Deri. Il Piano del Parco, strumento di pianificazione dell’ente non c’è. Lo studio del Cnr non ha lasciato indifferente Deri, nonostante il suo incarico a termine. Fino a oggi nessun presidente ha avuto il coraggio di imporre un numero chiuso per i lidi a rischio. Un’opzione che i preoccupanti dati del Cnr mettono inevitabilmente cima all’agenda del futuro presidente. In vista della prossima stagione si valutano soluzioni cerotto molto più soft di un numero chiuso. Il Parco è disposto ad aumentare il numero di passeggeri trasportati sui barconi a patto che non scendano in spiaggia. Per loro bagno nel blu a distanza. Proposta che in molti hanno valutato in modo positivo.

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