Agroalimentare e tecnologie porte aperte in Medio Oriente
CAGLIARI. Ci sono buone prospettive per le aziende sarde che intendono aprire canali commerciali con il mondo arabo. Così come sono diversi gli importatori esteri interessati ai prodotti...
CAGLIARI. Ci sono buone prospettive per le aziende sarde che intendono aprire canali commerciali con il mondo arabo. Così come sono diversi gli importatori esteri interessati ai prodotti agroalimentari sardi. Ma, nonostante le buone intenzioni, molte realtà imprenditoriali regionali non sono pronte a entrare nei processi di internazionalizzazione verso i mercati dell'est, per una serie di carenze. A partire dalla conoscenza delle lingue straniere. Questi i temi emersi nella terza edizione della Borsa internazionale delle imprese italo-arabe, che si è tenuta a Cagliari, organizzata dalla Camera di cooperazione italo araba, con il contributo della Fondazione di Sardegna . Alla due giorni, erano presenti 30 aziende nazionali, 23 delle quali sarde, con una settantina di incontri “business to business” per le trattative commerciali dirette, con l'intermediazione degli sportelli di consulenza. Tra i paesi più interessati ai prodotti sardi gli Emirati Arabi Uniti, pronti a importare formaggi, pasta, conserve, pane, marmellate, vino e bottarga. Herbsardinia, azienda produttrice cosmetici sarà a breve a Dubai per avviare trattative. Acqua ed energie rinnovabili hanno interessato aziende giordane, marocchine ed egiziane. E’stata evidenziata l'importanza che i beni abbiano la certificazione “halal”, la conformità alle norme etiche ed igienico sanitarie islamiche. (si. re.)
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