Mele fa perdere le tracce Scomparso dal Kenya
Arrestato a Malindi, non è più nel carcere da cui doveva essere estradato
NUORO. Mario Mele sta per tornare a casa. Probabilmente già oggi potrebbe essere in Italia e quindi potrebbe arrivare a Nuoro giusto in tempo per comparire al processo che lo vede imputato per una maxi evasione fiscale da oltre 17 milioni di euro. Accusa per la quale era ricercato dal 2013, quando nei suoi confronti era stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare. Rimasta “ineseguita” per quasi quattro anni, fino a qualche giorno fa quando gli agenti dei corpi speciali della polizia keniana di sede a Mombasa hanno fatto uno spettacolare blitz a Malindi nell’ambito di un vasta operazione antidroga. E hanno prelevato anche Mario Mele, piombando nel suo locale notturno sul mare poco prima delle 22 armati sino a denti e con il passamontagna sul viso.
Mario Mele era stato ammanettato, caricato su un’auto-civetta e trasferito a Mombasa dove è rimasto per una settimana nelle camere di sicurezza della caserma della polizia. Fino a lunedì mattina quando di lui si sono perse improvvisamente le tracce. Scomparso nel nulla. Senza che nessuno sapesse spiegare dove fosse finito, proprio mentre la polizia keniana ridimensionava in parte le accuse nei suoi confronti, ma lo riteneva comunque un cittadino indesiderato.
Mario Mele sarebbe dovuto comparire davanti al giudice keniano il 12 aprile. Ma probabilmente per evitare complicazioni di qualsiasi genere dal punto di vita penale, il “re delle discoteche” inizialmente declassato in Kenya a semplice “barone”... della droga, potrebbe aver scelto una strada complicata ma non impossibile. Farsi aiutare a scomparire fino al momento in cui non sarebbe partito il primo aereo per fare rientro in Italia.
Mario Mele sarebbe quindi riuscito ad andare via dal Kenya ancora prima che venisse emesso nei suoi confronti il mandato di estradizione, così come richiesto dalla magistratura italiana. Provvedimento che avrebbe dovuto eseguire l’Interpol in Kenya. A notte fonda, di Mario Mele in Kenya non era stata trovata traccia, ma a questo punto non è da scartare l’ipotesi che l’imprenditore nuorese sia abilmente riuscito a evitare tutti i controlli, uscendo magari dal Kenya in auto. Probabilmente a bordo del suo appariscente “Hummer”, parcheggiato davanti al suo locale fino a due giorni fa e poi misteriosamente scomparso. Proprio come il suo proprietario. Mario Mele potrebbe poi essersi imbarcato su un volo per l’Italia dove al suo arrivo dovrebbe costituirsi agli agenti della polizia di frontiera. Ipotesi che potranno essere confermate soltanto oggi o domani.
I finanzieri di Nuoro inseguivano Mario Mele da quasi quattro anni. Da quando la Procura di Nuoro aveva emesso nei suoi confronti un’ordinanza di custodia cautelare per reati fiscali. Le Fiamme gialle lo avevano individuato fin da subito in Kenya, ma farlo tornare in Italia era stato praticamente impossibile. A Malindi Mario Mele aveva costruito un piccolo impero tra lussuosi locali in riva al mare, lounge bar e discoteche riuscendo ad ottenere persino la cittadinanza keniana. Fino alla scorsa settimana quando era stato arrestato nel suo “Pata Pata beach club”. E subito trasferito nella stazione di polizia di Nyali, alle porte di Mombasa, a due passi dal terribile carcere di “Shimo La Tewa”. Poi, il giallo della sua misteriosa scomparsa, riportata a titoli cubitali su tutti i giornali: «Mistero africano» e condita da varie ipotesi: fuga, estradizione in gran segreto da parte dell’Interpol o trasferimento in un luogo sicuro e non inquinato da agenti esterni per l’interrogatorio.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
