Luigi e Tullio Datome: "Cresciuti tra il basket e le litigate"
Campioni dello sport e grandi amici. Il segreto: dirsi le cose in faccia
OLBIA. Cresciuti a pane e basket. Da bambini Tullio e Luigi Datome se le sono date di santa ragione, anche sul parquet. Ma ora, nonostante le migliaia di chilometri di distanza che li separano, sono uno il punto di riferimento dell’altro. «Adesso abbiamo un rapporto fantastico ma ricordo memorabili litigi – racconta Tullio, classe 1982, responsabile turismo di Confindustria nel Nord Sardegna e giocatore-simbolo della Santa Croce Olbia –. Nonostante i 5 anni di differenza ognuno voleva affermare di essere più forte dell’altro. Quando poi Luigi è cresciuto le sfide domestiche si sono spostate sul campo.
Un agonismo che è andato avanti fino a quando si è trasferito a Siena». «Siamo cresciuti come cane e gatto, grandissime bisticciate, scazzottate per le questioni più stupide – conferma da Istanbul Luigi, 30 anni a novembre, reduce col Fenerbahce dalla vittoria sul Barcellona in Eurolega –.Però c'è sempre stato un legame fortissimo, tant'è che l'ho scelto come mio padrino e più tardi lui come testimone di nozze. Ho tante persone attorno che per il troppo bene che mi vogliono non sono oggettive nelle critiche o nel consigliarmi, lui è uno dei pochi equilibrati, per cui è a lui che chiedo consigli quando ne ho bisogno ed è lui che mi riprende se faccio qualcosa che non va. In più nutro una enorme stima per la persona che è a 360 gradi, nel lavoro, con gli amici, con la famiglia, nello sport».
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