La Nuova Sardegna

La Maddalena, il ristorante dei vip riprenderà a navigare

di Serena Lullia
Il rendering dell'Ottava isola
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Il rendering dell'Ottava isola

La scommessa dell’imprenditore Enzo Barretta che vara il catamarano bistrò

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OLBIA. L’Ottava isola dell’arcipelago della Maddalena scivola superba sulle onde del nord Sardegna. Un sogno galleggiante con pavimento di sabbia, ristorante, privé, un altare con cascata alle spalle. A tracciare la rotta del catamarano-ristorante “Ottava isola 2.0” è Enzo Barretta, imprenditore visionario, storico ristoratore, migrato dalla Maddalena a Olbia per dare forma al suo progetto. Con l’entusiasmo di un ragazzino, a 67 anni è pronto per il varo del suo isolotto di 40 metri con cucina a 5 stelle. Dopo che la politica maddalenina ha affondato la sua Ottava isola, Barretta, per tutti Filó, non ha smesso di crederci. E pezzo dopo pezzo ha ricostruito il suo sogno versione 2.0. Un catamarano a due piani su cui si potrà salire per cenare e pranzare a mollo nel blu. I più ricchi potranno trasformarlo nella loro isola privata per feste e matrimoni. Un esperimento unico in Sardegna. La formula è semplice: imprenditoria coraggiosa applicata al turismo di qualità.

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I numeri. Barretta ha pensato in grande. 39 metri di lunghezza per 14 di larghezza. Due piani: un piano terra per eventi da 300 persone più le cucine. Un ponte comando al primo piano, un privé per 30 persone e un prendisole di 25 metri quadri. A prua un altare per celebrare i matrimoni con una cascata. Sei i bagni più due per il personale. 16 le persone dell’equipaggio tra comandante, marinai, cuochi e camerieri.

Il prototipo. Barretta, businessman nel dna, allena la sua idea imprenditoriale sin dal 1988 quando adatta un peschereccio di famiglia a cucina galleggiante. Filó cucina a bordo il pesce fresco in giro per l’arcipelago. «La barca era azzurra, portavo i capelli lunghi e ci chiamavano Capitan Findus – sorride Barretta –. Una zingarata che ebbe un grandissimo successo». La barchetta blu alla fragranza di pesce è solo il prototipo del progetto che già prende forma nella mente dell’imprenditore. Dopo un anno Barretta mette in secca il peschereccio e si dedica con successo all’attività di ristorazione a terra. La sua Grotta, dal 1958 è uno dei pilastri della cucina marinara nell’isola.

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La risto-zattera. Nel 2006 nasce l’Ottava isola. Il ristorante venuto su sopra uno zatterone va alla conquista del mare dell’arcipelago. La cucina in mezzo al mare fa il pieno di consensi. «Ho lavorato benissimo dal 2006 al 2011 – afferma Barretta –. Non si erano mai visti così tanti yacht alla Maddalena. L’Ottava isola era ormeggiata a Santo Stefano in una caletta meravigliosa. Abbiamo servito russi, arabi, sceicchi, magnati. Poi il giorno del mio compleanno, il 18 ottobre 2011, l’amministrazione maddalenina mi ha fatto chiudere attaccandosi a un cavillo burocratico». La sua protesta nella piazza principale della Maddalena non piega il Comune dell’allora sindaco Angelo Comiti. L’Ottava isola finisce la sua gloriosa carriera.

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La rinascita. Ma la volontà di Barretta è dura come il granito. Poco importa se in tanti gli dicono che dovrebbe pensare a godersi la pensione. Nel terzo anniversario della chiusura del suo risto-zattera, giorno che coincide con il suo 64esimo compleanno, si regala il suo sogno di mezza età. L’Ottava isola 2.0. Due anni e mezzo di lavoro e il varo in programma per la fine di giugno. In un cantiere di Olbia una decina di operai assemblano gli elementi della nave in resina. «Passerò il resto dei miei giorni a bordo – conclude Barretta –. Ma lo faccio molto volentieri. Questo lavoro per me è anche divertimento. Realizzo il mio sogno con un progetto straordinario. La mia Ottava isola 2.0 sarà un angolo di paradiso galleggiante in cui pranzare, cenare, sposarsi e fare feste».

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