La Nuova Sardegna

Caria: «Scommettiamo sulle filiere»

di Gian Mario Sias
Caria: «Scommettiamo sulle filiere»

L’assessore regionale all’Agricoltura all’iniziativa di Intesa Sanpaolo ad Alghero: «Entro giugno i nuovi bandi del Psr»

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ALGHERO. «I prodotti dell’agroalimentare sardo sono di grandissima qualità grazie anche agli investimenti degli imprenditori, ora serve un cambio di passo in termini di strategia. Il mercato richiede aggregazione e costruzione di filiere, attraverso un aumento di massa critica si aiuta il sistema a superare l’eccessiva frammentazione della produzione». L’ha detto l’assessore regionale dell’Agricoltura, Pierluigi Caria, intervenendo all’incontro “Il valore e le potenzialità della filiera agro-alimentare in Sardegna”, promosso da Intesa San Paolo e ospitato ieri nella sala convegni della Cantina Santa Maria La Palma. «La Regione sta compiendo tutte le iniziative per velocizzare i bandi del Piano di sviluppo rurale – ha detto Caria – entro la fine di giugno contiamo di pubblicarli tutti e di risolvere le criticità legate alle misure 4.1 e 4.2». Entro la metà del prossimo mese «saranno pubblicati i decreti per la metà delle domande di investimento, e questa è una novità importante, con cui si passa all’attuazione del Psr – prosegue l’assessore – mentre il 10 maggio sarà pubblicata la graduatoria per la misura 6.1 per i primi insediamenti». Durante l’incontro Salvio Capasso del Centro Studi e Ricerche per il Mezzogiorno ha illustrato il contesto internazionale e nazionale entro cui la filiera agroalimentare sarda sta muovendo comunque passi importanti in termini di esportazioni e di valore aggiunto per l’economia regionale e per quella italiana. «La Sardegna è la Regione con la più alta quota di produzione di materie prime agricole ma registra un deficit in termini di trasformazione, solo il 12% della produzione viene trasferita all’industria alimentare sarda», osserva Capasso, «occorre investire su innovazione, tradizione e creazione di ricchezza interna per rilanciare un comparto dall’altissimo potenziale». L’idea, per la banca che ha promosso l’incontro di oggi, è quella della creazione di filiere basate su «aziende champions che fanno da traino per l’intero territorio», come ha spiegato Marcello Di Martino, direttore commerciale “Imprese Lazio, Sardegna e Sicilia” di Intesa San Paolo. Per Pierluigi Monceri, direttore regionale “Lazio, Sardegna e Sicilia” di Intesa San Paolo, «si tratta di un settore riscoperto da giovani preparati e pronti a investire sulla qualità». Secondo lui «l’agricoltura sarda può crescere se poggia sull’agroalimentare regionale e sul turismo, senza snaturare le caratteristiche di aziende piccole, a trazione familiare, ma ragionando secondo una nuova logica di rete». Per l’assessore delle Attività produttive del Comune di Alghero, Ornella Piras, «l’agroalimentare deve essere al centro delle attenzioni della politica e può essere il traino del turismo e dell’economia locale grazie alla presenza di realtà importanti e di vere e proprie eccellenze». Il presidente della Cantina Santa Maria La Palma, Mario Repetto, ha ripercorso la storia dell’azienda, cui oggi fanno capo 300 soci, ma ha anche chiesto alle istituzioni «di supportare le scelte delle imprese in termini di innovazione, ricerca e investimenti».

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