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l’intervista

Il nuovo segretario: basta correnti con Pigliaru più dialogo e vicinanza

di Luca Rojch
Il nuovo segretario: basta correnti con Pigliaru più dialogo e vicinanza

SASSARI. Seduto sul vulcano. Giuseppe Luigi Cucca, il nuovo segretario del Pd, deve riuscire nella missione impossibile di mettere ordine nel magmatico Partito democratico. Dilaniato da almeno due...

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SASSARI. Seduto sul vulcano. Giuseppe Luigi Cucca, il nuovo segretario del Pd, deve riuscire nella missione impossibile di mettere ordine nel magmatico Partito democratico. Dilaniato da almeno due anni dalle lotte interne delle correnti. Cucca dovrà anche gestire i nuovi equilibri tra le correnti. Nello stesso tempo deve mettere sul tavolo tutto il peso del Pd nella giunta regionale. Ma il nuovo segretario non sembra avere nessuna paura.

Una vittoria netta, un bel segnale per il Pd

«È il Partito democratico è inclusivo e aperto. La gente ha raccolto questo messaggio e ha partecipato con entusiasmo alle primarie. La gente ha voglia di partecipare».

Quali saranno i primi impegni?

«Per prima cosa prenderò contatto con il presidente della giunta regionale Francesco Pigliaru. Sono tanti gli argomenti da affrontare. Poi discuterò con i segretari provinciali del Pd. E con quelli degli altri partiti. Poi vorrei avere un contatto anche con i consiglieri regionali di maggioranza e opposizione. Una questione anche di garbo istituzionale».

Non teme che un Pd strutturato per correnti sia impossibile da governare?

«Negli ultimi due anni hanno dominato le divisioni nel partito. Cercheremo di superarle insieme. È normale che esistano individualità, ma l’idea è proprio il superamento della logica delle correnti in un partito in cui ognuno ha il suo ruolo in una gestione quanto più unitaria possibile. Io da sempre ho concepito la vita del partito come unitaria. Ho sempre votato con il mio gruppo, anche se sono stato in dissenso. Perché vedo la politica come luogo di incontro, confronto e riflessione in cui fare sintesi. Chi crede nel partito non può pensare di imporre idee se non sostenute dal setire comune».

I rapporti con la Regione?

«Chiederò a Pigliaru un dialogo più serrato e continuativo con il Pd e la maggioranza. Sono tante le emergenze che dobbiamo affrontare. Si deve ammettere che in questi anni il partito non è stato molto vicino alla giunta. Per il semplice motivo che mancava un vertice. E il garante da Roma aveva un potere limitato. Oggi si apre una stagione nuova per il partito. Anche se devo dire che il cambio di passo nella giunta si è visto. Pigliaru ha dimostrato di avere coraggio con il rimpasto e la scelta di quattro nuovi assessori».

Quali saranno le priorità che presenterà alla Regione?

«Su tutte il lavoro, che resta l’emergenza numero uno in Sardegna. Ma ci sono tanti temi come la continuità territoriale, lo spopolamento, solo per citare i primi che mi vengono in mente. Ho visto già segnali buoni anche con una Finanziaria con risorse limitate».

Il primo appuntamento saranno le Amministrative

«Beh in questo caso non esiste un minimo margine per intervenire. Le liste vanno consegnate entro l’11. Mancano otto giorni. Davvero una manciata. Non sarà una cosa facile, anche se prenderò già da oggi contatto con i segretari provinciali».

Soddisfatto dei 45mila sardi che hanno partecipato alle primarie?

«Devo dire di sì. È il segnale che il Pd è un punto di riferimento. E resta ancora forte la voglia di partecipazione dei sardi. Gli elettori sanno valutare il messaggio politico e hanno capito il messaggio democratico che hanno in sé le primarie. L’ho capito in queste settimane in cui abbiamo presentato la nostra proposta».

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