«Il governo ora si occupi del caso Ottana»
Nella mozione approvata all’unanimità dal Consiglio regionale: il polo industriale deve rinascere
CAGLIARI. C’era una volta il miracolo, più o meno costruito, di Ottana, ma da anni in quella zona industriale non c’è più nulla: tutte le ciminiere sono spente. «È una ferita che continua a sanguinare e la soluzione va trovata in fretta. Dobbiamo evitare che il centro della Sardegna si trasformi in un immenso buco nero dagli effetti economici e sociali devastanti». Con questo grido d’allarme, in Consiglio regionale, il capogruppo di Mdp Daniele Cocco ha presentato la mozione per «mettere fine a un dramma che di giorno in giorno è sempre più preoccupante». Ad ascoltarlo una folta delegazione di operai: sono in cassa integrazione e fra non molto oltre cento lavoratori di Ottana polimeri, chiusa da oltre due anni, e Ottana energia, ferma dal 2016, non avranno più neanche quella. La soluzione potrebbe essere questa, com’è scritto nella mozione approvata all’unanimità: «La vertenza della Sardegna centrale deve diventare un caso nazionale e, com’è accaduto per Portovesme e Porto Torres, il governo non può certo tirarsi indietro». Spetterà alla Regione ed è questo l’obiettivo dell’ordine del giorno «far pressione su Palazzo Chigi perché convochi al più presto giunta, imprese e sindacati per studiare insieme il riavvio del polo industriale». Prima del voto nel dibattito sono intervenuti tutti i partiti e ognuno ha sottolineato gli errori del passato, «sono stati molti e spesso ci siamo fidati anche delle false promesse delle multinazionali», e i dubbi per un futuro che «oggi non esiste, Ottana è un deserto» e purtroppo «non ha dalla sua parte neanche la considerazione che a Roma c’è ad esempio per l’Ilva di Taranto o l’Alcoa nel Sulcis». L’assessore all’industria Maria Grazia Piras ha detto che «la Regione non fa differenze fra le varie zone industriali in crisi» e infatti per la «Sardegna centrale abbiamo sollecitato Invitalia (è l’Agenzia che dovrebbe attirare gli investimenti privati) di utilizzare per Ottana una parte dei 40 milioni del fondo nazionale destinato a contrastare il crollo della grande industria e siamo stati ascoltati». Fra incentivi fiscali e finanziamenti a fondo perduto, sono previsti dal bando d’Invitalia, e «i nostri investimenti per far arrivare il metano» – ha proseguito l’assessore – le «possibilità per il rilancio e la riconversione del polo di Ottana ci sono», ma «anche le imprese, vecchie e nuove, devono parlar chiaro e finora non l’hanno fatto». Per raggiungere l’obiettivo – è stata la conclusione del Consiglio – «l’intervento del governo potrebbe essere decisivo». Nella mozione è scritto anche: «La Regione dovrà sostenere il sindaco di Ottana nel fronteggiare la società Montefibre, ha ricorso al Tar, che si oppone alla bonifica dell’area». Perché l’industria di una volta non s’è lasciata alle spalle solo un disastro economico: ha distrutto anche l’ambiente.
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