L’allarme lanciato dal Fai: è uno scivolone, cancella il Ppr
CAGLIARI. Sei colpi di piccone per demolire la proposta di legge urbanistica della giunta Pigliaru. Andrea Carandini, presidente nazionale del Fai, il Fondo ambiente Italiano, usa le maniere forti,...
CAGLIARI. Sei colpi di piccone per demolire la proposta di legge urbanistica della giunta Pigliaru. Andrea Carandini, presidente nazionale del Fai, il Fondo ambiente Italiano, usa le maniere forti, per chiedere alla «Regione un passo indietro» rispetto alla bozza consegnata al Consiglio regionale. Nei fatti è un attacco frontale a quello che lui chiama uno scivolone. «Le molte ombre nel disegno di legge – scrive – offuscano purtroppo gli stessi principi a cui il testo si è ispirato. Sono molti gli articoli che destano preoccupazione ed è forte il timore che in diversi punti ci sia un passo indietro rispetto al modello di pianificazione e sviluppo ben rappresentato dall’attuale Piano paesaggistico regionale». Per poi ricordare: «Negli anni passati – scrive – non sono mancati i tentativi di scardinare il Ppr, tanto innovativo quanto lungimirante, e sempre c’è stata una tenace orgogliosa difesa dei suoi principi». Come fa il Fondo in questo caso.
Le contestazioni. Sono diverse – scrive Carandini – «le deroghe previste al Piano paesaggistico non sono ammese». La prima picconata è «per gli incrementi nelle volumetrie concessi alle strutture turistico-ricettive, anche nella fascia dei 300 metri dal mare». Secondo il Fai «gli ampliamenti addirittura potranno essere realizzati con corpi di fabbrica separati e arrivare fino al 25 per cento in più dei volumi esistenti, il tutto in deroga anche ai piani urbanistica comunali». Mentre «è proprio il Piano paesaggistico a vietare espressamente nuovi insediamenti turistici nella fascia costiera». Per concludere su questo punto: «Sono evidenti i dubbi di legittimità del disegno di legge nei confronti del Codice dei beni culturali e del paesaggio, codice che da sempre definisce i piani paesaggistici prevalenti su ogni altra forma di pianificazione». Per essere ancora più chiari: il Ppr è intoccabile e non ci possono essere deroghe.
Bonus nel mirino. Per il Fai è evidente che ad alberghi e villaggi turistici «è concesso un aumento di metri cubi», mentre «il Ppr lo vieta a priori in tutta la fascia costiera» e quindi i previsti bonus del 25 per cento sulle volumetrie sono illegittimi, è la conclusione.
Giù la maschera. In un altro passaggio il presidente del Fai scrive: «Per promuovere l’auspicabile miglioramento della qualità e della sicurezza del patrimonio edilizio, il disegno di legge della giunta propone purtroppo ripropone la demolizione-ricostruzione. È una questa scelta che ricorda i numerosi Piani-casa. Piani che negli anni non hanno prodotto alcun rilancio economico nella regione, ma soltanto reso vana ogni possibilità di pianificazione del territorio».
Progetti speciali. Per Carandini non sono esenti da perplessità neanche gli annunciati piani ecosostenibili e di grande interesse sociale, quelli che secondo la Regione dovrebbero avere comunque una corsia preferenziale. «Per realizzarli – è scritto nel comunicato del Fai – sarà consentita una deroga rispetto a qualsiasi altra norma e quindi, in caso di conflitto fra un progetto e il Piano paesaggistico, le prescrizioni previste dal Ppr non potranno essere fatte valere». Diversi sono i dubbi sollevati anche sui nuovi piani di sviluppo delle aree industriali.
Le conclusioni. Quelle del Fai sono queste: «Indirizziamo un pressante invito alla sensibilità della giunta, perché metta rimedio e riconsideri quello che, con questo disegno di legge, appare a tutti gli effetti uno scivolone».
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