La Nuova Sardegna

Giochi di guerra, mare sardo in scacco

di Antonello Palmas

Per 15 giorni interdette tre aree, decine di navi coinvolte. Snobbato il Comipa, interrogazione di Pili (Unidos) alla Camera

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CAGLIARI. L’intera costa del sud Sardegna per oltre due settimane in ostaggio dei giochi di guerra. Da Pula sino a Costa Rei, a partire da venerdì scorso e sino alla mezzanotte del 20 maggio in tre vaste aree è fatto divieto di qualunque attività per non disturbare l’operazione “Mare Aperto 2017”, cui partecipano decine di navi e aerei da guerra di vari paesi che simuleranno lo scenario di una crisi internazionale: non si potrà fare il bagno né praticare attività sportive, andare a vela, pescare o semplicemente navigare. Il tutto senza avvisare il Comipa, il Comitato paritetico sardo che per legge va sempre consultato quando si tratta di operazioni a carattere militare. Il tutto nel più completo silenzio della Regione.

Lo denuncia il deputato di Unidos, Mauro Pili, che parla di una «Sardegna ancora una volta interdetta, vietata e trattata come una colonia di Stato» e che ha presentato un'interrogazione urgente alla Camera. Le zone di mare vietate avranno le denominazioni anonime tipiche dei teatri di combattimento: Zona Alfa davanti a Pula, Zona Bravo a Terra Mala (a est di cagliari), zona Charlie di fronte a Costa Rei. Pili sottolinea come per la prima volta si occupino zone al di fuori dei poligoni e parla di “arroganza” da parte dello Stato e di una «Regione che viene sistematicamente bypassata senza alcun pudore da parte di un ministro della Difesa e dai suoi generali che decidono quello che vogliono sulla testa della Sardegna e dei sardi».

Esiste un’ordinanza della capitaneria di porto nella quale si afferma che «è necessario interdire l'area al fine di tutelare la navigazione e la vita umana in mare», mentre l’autorità portuale comunica la presenza di navi militari ormeggiate nel porto di Cagliari, diverse delle quali visitabili dal pubblico sino a oggi in un Open day: si apprende così della presenza di unità italiane, spagnole, turche, francesi, polacche, tedesche e canadesi. E sul sito web della Marina militare si dà notizia che anche la grande portaerei italiana Cavour, mostro da 234 metri, parteciperà alle operazioni, al via lunedì.

Gianni Aramu, componente del Comipa, che viene consultato ogni 6 mesi su tutti i programmi delle esercitazioni per la definizione delle località, degli spazi aerei e marittimi, del tempo e delle modalità di svolgimento e sull'impiego dei poligoni sardi, conferma il mancato coinvolgimento: «Non mi risulta in programma questa grande esercitazione – dice – , che interessa una così vasta zona. Sono sorpreso che sia dalla Difesa che dalla Regione non sia arrivata ai componenti civili del comitato l’ordinanza di sgombero». Pili usa parole dure. «Pensare che a maggio inoltrato si possano interdire anche specchi acquei fuori dai divieti dei poligoni è di una gravità assoluta. Un atto che va rispedito al mittente sia sul piano istituzionale che giudiziario».

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