Sardegna alle urne, il primo grande test per la Regione
L'11 giugno i centri più grossi al voto sono Oristano, Ozieri, Arzachena, Lanusei. E' una prova anche per il Pd che ha rinnovato i vertici e per la formazione Campo progressista
SASSARI Solo una città capoluogo e un comune sopra i 15mila abitanti, per il resto in Sardegna andranno al voto 62 centri più o meno piccoli in cui più che la bandiera politica conterà la capacità dei candidati di fare presa sull’elettorato. Difficile dunque dare un significato politico alle amministrative dell’11 giugno. Fatta eccezione per Oristano, Selargius e qualche altra realtà più popolosa i partiti lasciano a casa i simboli e si presentano agli elettori in veste civica.
Ma in quelle poche città è inevitabile che venga misurato anche il gradimento dei partiti tradizionali. A partire dal Pd, che ha appena rinnovato i suoi vertici nazionali e regionali con Matteo Renzi e Giuseppe Luigi Cucca. Ma sarà un test per l’intero centrosinistra, da mesi alle prese con scissioni e fusioni. E ovviamente per la giunta Pigliaru, che di quel centrosinistra è l’espressione di governo. E va alla prima prova del voto dopo il rimpasto e l’uscita dalla maggioranza di Rossomori e Campo progressista.
Ma il voto dell’11 giugno sarà anche un esame per le forze di opposizione. Il centrodestra prova a presentarsi unito dopo anni di litigi e divisioni. Gli indipendentisti cercano di farsi spazio tra i partiti nazionali. E, infine, il Movimento 5 stelle, che prova a espugnare le due città a rischio ballottaggio, Oristano e Selargius.
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