SASSARI La risalita è appena cominciata e la luce dal fondo del pozzo inizia a intravedersi. Ma il cammino è lungo, anche perché segnato da diversi ostacoli da rimuovere. La sanità in Sardegna assomiglia a un insaziabile buco nero che ogni anno fagocita metà del bilancio regionale ma nonostante il continuo afflusso di denaro continua a viaggiare in perdita: 300 milioni di euro l’ultimo deficit accumulato dalle otto ex Asl. Un colabrodo, segnato da falle piccole e grandi.
A tamponare l’emorragia e a rimettere in sesto i conti è stato chiamato Fulvio Moirano, super manager di lunga esperienza e modi decisi. È lui il timoniere dell’Ats, l’azienda per la tutela della salute chiamata anche Asl unica, grande quanto l’intera isola, nata il 1 gennaio 2017. Moirano, fedele all’impegno preso con la giunta Pigliaru, dice che si può fare. «Ma prima – spiega – è necessario eliminare le criticità presenti da anni». Tagliare rami secchi, sprechi e consuetudini che affossano il sistema. Ma anche la politica, dice Moirano, deve cambiare passo.
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