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Sanità, il Partito dei sardi contro Moirano

Sanità, il Partito dei sardi contro Moirano

Maninchedda: dov’è il fuoriclasse annunciato? Congiu e Cherchi: la smetta di sparare nel mucchio

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CAGLIARI. Chi è il direttore generale dell’Asl unica? «Un imperatore di porpora vestito. Basta toccarlo e l'organismo si rinnova». A tratteggiare, con ironia e frasi al veleno, Fulvio Moirano, il super manager, non è uno qualunque, ma l’assessore ai lavori pubblici Paolo Maninchedda, tra l’altro presidente del Partito dei sardi. Partito che è andato giù duro contro lo stesso bersaglio, sempre Moirano, anche col capogruppo Gianfranco Congiu e il consigliere regionale Augusto Cherchi. «Il direttore generale – hanno scritto in un comunicato – la smetta di sparare nel mucchio e ad accusare la politica di rallentare la riforma della rete ospedaliera. Abbia il coraggio di fare nomi e cognomi, ma noi del Pds di sicuro non possiamo essere certo inclusi in quel calderone, perché finora abbiamo chiesto, ancora inascoltati, il rispetto nella riforma delle diverse esigenze di ogni territorio e non un gigantesco puzzle con troppe caselle ancora vuote». Dopo il vertice di martedì fra Moirano e il gruppo del Pd in Consiglio regionale, è ancora un partito del centrosinistra quindi della maggioranza ad affilare le armi e a gettarsi all’attacco. Sul blog Saredegna e libertà, l’assessore Maninchedda ha scritto su Moirano «Dov’è il fuoriclasse annunciato? Dov’è il suo valore in più rispetto ai sardi non considerati all’altezza di quella nomina?». Secondo il presidente del Pds «il fuoriclasse continua invece a ripetere delle cose ovvie e a questo punto ha dimostrato di avere un solo valore aggiunto: è stato e non è sardo e che le ovvietà dette da lui hanno, per chi è stato educato a conservare la frustrazione di sé anziché risolverla, un sapore diverso, piacciono di più. Si chiama masochismo culturale, subordinazione psicologica, dipendenza endemica». Per concludere: «Resto comunque tra i pochi che non omaggiano l'imperatore, non toccano il suo mantello e che non sono rimasti incantati dal suo sapere». Anche il comunicato firmato dai due consiglieri regionali del Pds è nei fatti una bocciatura di quanto detto e fatto finora dal super manager. «Moirano non può la lanciare accuse generiche. Specifichi senza mezzi termini quali sono le forze politiche responsabili del rallentamento della riforma, faccia senza esitazione nomi e cognomi, perché sia chiaro a tutti dove risiedano le responsabilità dei ritardi. Non siamo certo noi del Pds, che in commissione da oltre un anno chiediamo il confronto sulla rete ospedaliera. È evidente che se questo non è ancora successo, è perché la maggioranza della commissione sanità è contraria affinché il confronto avvenga, e la riunione di martedì con un solo gruppo (il Pd) e non con tutta la coalizione di centrosinistra, certifica dove sono frammentate le posizioni». Sempre nel Partito democratico, secondo il Pds.

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