Appello del Pd agli alleati: «Sulla sanità dialoghiamo»
È alta la tensione nel centrosinistra dopo il vertice riservato col supermanager Forza Italia incalza: «Presenteremo una mozione di sfiducia contro l’assessore»
CAGLIARI. Sulla sanità il Pd ha capito che c’è poco da scherzare con il resto della maggioranza. Tirare troppo la corda potrebbe essere rischioso. Lo è così tanto che dopo la levata di scudi del Partito dei sardi, contro il manager dell’Asl unica, e dell’Upc, contro il vertice riservato di martedì fra lo stesso direttore generale e i consiglieri regionali pd, subito il capogruppo del Partito democratico ha gettato l’acqua sul fuoco. Pietro Cocco ha scritto: «Lancio un appello al centrosinistra affinché la maggioranza non perda questa importante occasione (il riferimento è alla rete ospedaliera bloccata da quasi due anni) per migliorare la sanità. Sulla sanità abbiamo bisogno di confrontarci più spesso, dobbiamo ascoltare le ragioni degli altri, senza preconcetti e pregiudizi fra sardi e continentali, fra sostenitori della Asl unica e difensori delle vecchie Aziende». Basterà questo per calmare gli animi? Forse no. Sulla sanità s’è capito da tempo che le differenze fra gli alleati sono troppe e nel tritacarne c’è finito di tutto: dai manager ai medici, dai reparti agli ambulatori.
Scontro interno. Il vertice esclusivo organizzato qualche giorno fa dal Pd sulla riorganizzazione degli ospedali ha sollevato e neanche tanto all’improvviso i toni della polemica nel centrosinistra. Forse il Pd, con la convocazione in esclusiva del direttore generale dell’Azienda unica, voleva mettere solo a tacere le perplessità fra i consiglieri regionale del partito sulla nuova mappa, ma senza mettere nel conto la reazione dura del resto della coalizione. Che s’è sentita esclusa e ha reagito con una prova muscolare sull’asse non concordato Partito dei sardi e Upc. A questo punto, con molti consiglieri prossimi a una crisi di nervi più che politica, il Pd p ritornato a impegnarsi in prima persona. L’ha fatto con un obiettivo dichiarato: riannodare il filo del dialogo ed evitare che la maggioranza scoppi quando la riforma sarà discussa in commissione discussione. Anche se nessuno crede in futuro a un terremoto vero e proprio.
Scontro esterno. Il Pd poi è impegnato anche in un corpo a corpo con l’opposizione di centrodestra. Forza Italia ha intuito che sulla sanità può affondare i colpi e ha sfruttato anche l’onda lunga delle proteste dei territori dopo il primo annuncio della riorganizzazione degli ospedali. L’ultimo degli avversari del centrosinistra a scendere in campo è stato il coordinatore regionale di Forza Italia. Ugo Cappellacci, con un comunicato, ha lanciato questa proposta: «Tutta la minoranza deve presentare una mozione di sfiducia contro l’assessore Luigi Arru». Il motivo? «La sanità è nel caos – ha scritto – Questa giunta non è capace di gestire neanche l’ordinaria amministrazione: negli ospedali mancano garze, provette, farmaci e la professionalità dei medici continua a essere mortificata. L’assessore deve andare a casa». Ad attaccare Arru è stato anche il vicecapogruppo di Forza Italia. Marco Tedde, anche lui con un comunicato, però ha puntato su un altro bersaglio: la mancata nomina del direttore generale dell’Azienda per le emergenze-urgenze, l’Areus. «La scelta del manager – ha scritto – è in ritardo di cinque mesi ed è evidente che il centrosinistra non riesce a mettersi d’accordo. Ma dimostra comunque e sempre la sua solita, insaziabile voracità. In particolare il Pd, che vuole prendersi tutto». Secondo alcune indiscrezioni in arrivo dall’assessorato, la decisione sul manager dell’Areus dovrebbe essere vicina. I nomi che circolano sono gli stessi da tempo: Giorgio Lenzotti, ex direttore generale dell’Asl di Olbia e ora a Modena, e Piero Delogu, attuale responsabile del 118 a Sassari. A Cappellacci e Tedde il Pd ha replicato ancora con Pietro Cocco. «Sulla sanità – ha scritto – il centrodestra non perde occasione per lanciare accuse e invettive come se avesse davvero titoli per farlo. È il caso però di ricordare che, nei cinque anni della giunta Cappellacci, non è stata proposta alcuna riforma, mentre quella maggioranza ha provocato un disavanzo consistente che oggi siamo impegnati a ridurre. Noi – ha aggiunto – non pensiamo che ci debbano essere cittadini di prima o seconda serie, per questo la nostra rete ospedaliera sarà scrupolosa e attenta alle esigenze di tutti i territori e nessuno potrà o dovrà sentirsi escluso o penalizzato».
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