Terzo sbarco dell’anno a Cagliari 643 profughi
A bordo della nave spagnola Canarias anche un neonato e alcune donne incinte Dopo i controlli sanitari sono stati trasferiti nei centri di accoglienza dell’isola
CAGLIARI. Un neonato e un pancione che protegge un altro bambino che nascerà in Sardegna nei prossimi giorni. Due storie di speranza per un presente e un futuro che – dopo l’arrivo nell’isola – saranno lontani da guerre e fame. La fiducia in un domani migliore è più o meno negli occhi di tutti i 643 migranti sbarcati dalla nave spagnola Canarias sul molo del Porto Canale.
Fuga dal passato. Il peggio è alle spalle ma sarà difficile da dimenticare perché nei giorni scorsi se la sono vista brutta. Erano a bordo di diciassette piccole imbarcazioni che tentavano di attraversare il Mediterraneo, dopo essere partiti dalla Libia. Sono stati recuperati e salvati in tre distinte operazioni. Ieri, poi, la prima giornata della nuova vita per 579 uomini e 64 donne. Provengono da Bangladesh, Marocco, Nigeria, Egitto, Senegal, Gambia, Sudan e Costa D’Avorio. Il più piccolo è un bambino appena nato. Ma ci sono anche altri minori. Una ragazza è incinta al nono mese: partorirá prestissimo. Non è l’unica, altre migranti sono in stato interessante. Le prime ad abbandonare il porto sono state proprio le donne e i bambini. Dentro i pullman che facevano la spola con la Fiera c’erano anche gli uomini più provati dalla traversata.
Clima sereno. Qualcuno dal finestrino sorrideva e salutava. Le condizioni fisiche generali sono discrete: «Non c’è stato segnalato – ha assicurato la dottoressa Silvana Tilocca della Asl di Cagliari – alcun caso di Tbc». La novità di ieri è stata proprio la prima accoglienza allestita lontano dal porto, al padiglione “E” della Fiera. In banchina soltanto alcune tende per il soccorso, in caso di situazioni critiche. Ma tutto è filato liscio. Il resto era in viale Diaz con otto ambulatori e punti ristoro al coperto, al riparo da vento e caldo. Per i trasferimenti dal porto industriale alla città è stato necessario ricorrere alle navette: cinquanta sul primo pullman, altri cinquanta sul secondo. E poi via verso Cagliari.
Il trasporto. I mezzi erano sempre pronti a raccogliere i nuovi arrivati una volta scesi dalla nave. Il cambio di strategia, insomma, non ha creato problemi o ritardi nella macchina organizzativa. «Le operazioni – ha spiegato la neo prefetta di Cagliari, Tiziana Costantino – si sono svolte con la solita efficienza». Durante lo sbarco due persone sono state identificate dagli uomini della Guardia di Finanza. Come capita in questi casi, si cerca di individuare chi ha condotto le barche prima del salvataggio. Dopo il completamento dello screening sanitario i migranti si sono rimessi in viaggio per raggiungere le strutture di accoglienza sparse in tutta l'isola: la distribuzione, anche in questo caso, è stata “pesata” provincia per provincia tenendo conto di territorio e popolazione residente.
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