surroghe in consiglio
Sì a Contu e Fuoco, stop a Cera
L’aula si spacca sul sostituto di Cherchi (Fi) e Gallus incalza
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CAGLIARI. In due sono entrati in aula e hanno giurato, il terzo invece è stato messo alla porta o quasi dal Consiglio regionale. Se per Mariano Contu, Forza Italia, e Gennaro Fuoco, Uds, prendere il posto di Alberto Randazzo e Mario Floris è stata una formalità, Emanuele Cera, Fi, presto potrebbe essere scavalcato da Domenico Gallus, il secondo dei non eletti nel collegio di Oristano. È lui l’altro pretendente al seggio di Oscar Cherchi, uno dei tre sospesi dal Consiglio, insieme a Randazzo e Floris, dopo essere stato condannato nel processo di primo grado per i fondi ai gruppi. Di fatto è stata l’aula a congelare la posizione di Cera: col voto segreto e a maggioranza, 32 sì e 12 no, ha detto che il sindaco di San Nicolò Arcidano è in odore d’ineleggibilità. La sua colpa sarebbe quella di non essersi dimesso da presidente della compagnia marittima Saremar, controllata dalla Regione, prima delle elezioni regionali del 2014. Cera avrà ora dieci giorni di tempo per presentare le controdeduzioni e aspettare poi la decisione finale della giunta per le elezioni. Ma in aula questo passaggio tecnico ha scatenato polemiche trasversali. Giorgio Oppi dell’Udc e Antonio Satta, Uds, non hanno partecipato al voto, perché secondo loro «il Consiglio regionale non può sostituirsi al giudice ordinario e decidere a priori chi può essere eletto oppure no». Anche Roberto Desini, Partito dei sardi, non ha votato. Poi a schierarsi con il fronte del no è stato Stefano Tunis di Forza Italia: «Decidere prima di qualunque sentenze – ha detto – è un pericoloso salto nel buio».
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