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Contro lo spopolamento un piano da 300 milioni 

Contro lo spopolamento un piano da 300 milioni 

La proposta è del Consiglio regionale: «Sfruttiamo il Patto per la Sardegna» L’assessore Erriu: «Servono interventi immediati contro l’isolamento»

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CAGLIARI. Lo spopolamento è una brutta bestia: quando azzanna un territorio, lo divora. Va fermato subito. Come? Anche con il Patto per la Sardegna: una parte di quei 2,9 miliardi straordinari devono essere destinati per forza alle zone interne.
La fuga. Lo spopolamento è il problema dei problemi, con una trentina di Comuni destinati a scomparire in neanche sessant’anni, una decina purtroppo anche molto prima, mentre altri 50 sono stremati da un malessere demografico preoccupante. Il master plan per le zone interne non è solo più una necessità: «Dev’essere la prima risposta di chi governa a questa calamità che ha superato il livello di guardia». Bisogna intervenire: è il senso dell’allarme lanciato dalle commissioni autonomie e bilancio del Consiglio regionale, riunite insieme per ascoltare dall’assessore agli enti locali, Cristiano Erriu, le strategie che la Regione ha in mente per frenare l’avanzata del deserto sociale ed economico. Su 377 comuni, 277 continuano a perdere abitanti e 22 sono inchiodati su una crescita intorno allo zero. Sono questi i numeri di un disastro annunciato.
La strategia. «Gli interventi devono essere immediati», ha detto l’assessore. Dal confronto in commissione sono emerse alcune possibili soluzioni: dalla valorizzazione dei centri storici, sono troppe le case disabitate e abbandonate, al ritorno dei giovani in agricoltura, è essenziale, dagli incentivi economici per favorire la natalità, azzerata negli ultimi anni, ai collegamenti fra le aree emarginate e quelle emergenti sulla costa, ad esempio con un treno sulla Nuoro-Olbia. Poi al centro del programma deve esserci anche la banda internet ultra larga, perché la tecnologia deve andare sempre di pari passo con la difesa delle tradizioni. «Dobbiamo contrastare l’isolamento – ha sottolineato Erriu – e far sì che tutti questi paesi sotto osservazione attraggano finalmente nuovi residenti: l’alta qualità della vita è importante e quella ce l’abbiamo, ma allo stesso tempo negli stessi dobbiamo garantire i servizi fondamentali o i giovani continueranno a essere attratti dalle città». Servono soldi per finanziare questo pacchetto di pronto intervento. La proposta di Francesco Agus, Campo progressista, presidente della commissione Riforme, è stata questa: una quota importante del Patto per la Sardegna va destinata alle zone interne. Vorrebbe dire mettere sul tappeto, in tempi stretti, quasi 300 milioni, è il 10 per cento dei 2,9 miliardi ottenuti dal governo Renzi, e sarà questa l’idea che sarà proposta al governatore Francesco Pigliaru.
Il confronto. Secondo Roberto Deriu, vicecapogruppo del Pd, è «arrivato il momento di approvare una legge che favorisca la natalità, con un sostegno economico per le giovani coppie che già abitano o andranno ad abitare nei piccoli Comuni». Secondo Michele Cossa dei Riformatori: «Solo il lavoro, inteso come posti di lavoro, può rivitalizzare gran parte di questi paesi, altrimenti resteranno solo gli anziani». C’è da colmare un vuoto, ha ribadito Gianfranco Congiu, capogruppo del Pds: «La lotta allo spopolamento è una sfida che deve ritornare al centro dell’agenda di tutti i partiti». È quell’azione a tenaglia sollecitata da Franco Sabatini del Pd, presidente dalla commissione bilancio: «Dobbiamo ascoltare i territori, per poi affrontare il problema di petto». Anche se Attilio Dedoni dei Riformatori ha rilanciato: «Dalle parole, passiamo ai fatti». (ua)

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