Gavino Sale primo a presentare la mozione
Il giorno in cui presentò la mozione sulla liberalizzazione della cannabis, pochi mesi dopo l’inizio della legislatura, Gavino Sale (foto) era ancora un consigliere regionale degli indipendentisti di...
2 MINUTI DI LETTURA
Il giorno in cui presentò la mozione sulla liberalizzazione della cannabis, pochi mesi dopo l’inizio della legislatura, Gavino Sale (foto) era ancora un consigliere regionale degli indipendentisti di Irs. Ora dopo le troppe sentenze della magistratura che hanno stravolto le elezioni del 2014, non lo è più. Ma il suo spirito battagliero, sostenuto da una meravigliosa sfrontatezza, non è cambiato. Il perché è scritto e spiegato. Il 23 aprile 2015, nel presentare la mozione poi bocciata due anni dopo dal Consiglio, disse: «Ogni mattina Pigliaru e Paci farebbero bene a farsi una canna e allora sì che vedrebbero il mondo con più allegria». Nella seconda occasione che ha avuto, era ospite del partito che ha firmato la nuova proposta, Sale ha caricato ancor di più la battuta del 2015. «Per quello che vedo da casa – sono state le sue parole – il presidente della Regione e l’assessore al bilancio di canne dovrebbero fumarsene non un più una testa, ma almeno quattro al giorno». Per poi aggiungere sempre con quel suo solito vocione arricchito da una montagna di parole metà in sardo e l’altra metà italiane: «Li vedo sempre tristi ed è un peccato per loro e la Sardegna. Dovrebbero essere molto più allegri, meno calcolatori e l’erba magica potrebbe essere una soluzione». Tutto detto dall’indipendentista insieme a un grande sorriso e a un inarrestabile e simpatico gesticolare. Siparietto poi chiuso così: «Non dobbiamo diventare una Giamaica, ma un po’ di spensieratezza in più non ci farebbe male».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
