Sanità, Riformatori all’attacco
Il partito di opposizione presenta il “libro nero”: nel mirino Areus e Mater Olbia
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CAGLIARI. I 3 miliardi e 200 milioni che costa la sanità non sono troppi, sono spesi male. Ancora una volta i Riformatori sono ritornati alla carica sul grande malato dei conti pubblici della Regione. Con una mozione, hanno chiesto al governatore di «spiegare al Consiglio perché da quando esiste l’Azienda unica è cambiato poco o nulla e il disavanzo è ancora di 300 milioni l’anno». Il capogruppo Attilio Dedoni, che è presidente della commissione d’inchiesta sulla spesa degli ospedali, ha puntato dritto al bersaglio: «Serve chiarezza in aula e non solo nei vertici di maggioranza». L’elenco delle contestazioni è lungo, lo hanno messo in fila i consiglieri regionali Michele Cossa e Luigi Crisponi: le liste d’attesa sempre più, l’elisoccorso che non c’è, come non c’è ancora l’Agzienda per le emergenze-urgenze, gli appalti sempre cari, la futura rete ospedaliera che scontenterà tutti. Il loro è stato l’ennesimo libro nero. Con in più il presidente del Centro studi, Franco Meloni, che ha dato una lettura insolita della sanità sarda: «Ha sulle spalle un peccato originale e tre capitali». Da qui è partito per dire che «l’Azienda unica prima di tutto doveva accorpare i servizi amministrativi, mentre al direttore generale è stato dato il mandato di mettere le mani su tutto e questo potere immenso finora ha aggiunto caos al caos. Alcune riorganizzazioni che ha deciso continuano a essere incomprensibili e non si capisce dove sia il risparmio». Poi i peccati capitali. «L’accidia – ha sottolineato – è nella negligenza di non aver organizzato subito l’Azienda per le emergenze: doveva partire insieme all’Asl unica, invece non ha ancora neanche un direttore e ci vorrà almeno un altro anno e mezzo perché entri a pieno regime». Per Meloni poi c’è di mezzo la gola: «La riorganizzazione dei posti letto doveva viaggiare in contemporanea con la nuova gestione e invece è ancora ferma, con il risultato che se il centrosinistra continuerà a litigare, i tagli li deciderà il manager secondo i suoi criteri e non certo quelli della politica più attenta alle esigenze dei territori. Con in più questo: la proposta della giunta non fa che aumentare le diseguaglianze sanitarie fra Cagliari o Sassari e le zone interne». Infine l’ignavia o pigrizia: «In questi mesi, la giunta ha annunciato che avrebbe aperto dovunque ospedali di comunità e case della salute, ma entrambe sono ancora un miraggio e il cittadino, visti i tempi lunghi trascorsi e le minacce di tagliare i posti letto, non si può certo fidare delle semplici promesse». Per i Riformatori, come ha detto il coordinatore Pietrino Fois, «Pigliaru e l’assessore alla sanità non possono più nascondersi: devono presentarsi in aula e raccontare la verità».
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