La Finanziaria 2017 impugnata dal governo
Il governatore Pigliaru all’attacco: «Questo è un atteggiamento persecutorio» Il Pds: «Altro schiaffo alla Sardegna». Cappellacci, Fi: «Triplete della vergogna»
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CAGLIARI. La legge Finanziaria è stata impugnata dal consiglio dei ministri. L’ultimo trappolone di Stato fa infuriare anche il governatore Francesco Pigliaru. Che in un intervento mette sul piatto tutte le questioni calde. «Rivendichiamo da mesi il diritto a non pagare più gli accantonamenti, che da contributo straordinario sono diventati un prelievo fisso che ha di fatto modificato unilateralmente il nostro Statuto facendo entrare meno soldi di quelli che ci spettano. Non è giusto farci pagare anche i farmaci innovativi. Chiediamo di poter utilizzare i nostri soldi per fare politiche di sviluppo indispensabili per uscire dalla crisi».
La bocciatura. La notizia esplosiva la fa scivolare sotto la porta il Partito dei sardi. Il Consiglio dei ministri ha impugnato la finanziaria regionale del 2017. Per l’esattezza ha bocciato due norme che potrebbero emozionare solo i fan dei manuali della burocrazia. Ma il Partito dei sardi ha chiesto un intervento netto del governatore Pigliaru. «Lo Stato rifila l’ennesimo schiaffone alla Sardegna. Adesso basta, abbiamo bisogno di altre conferme per battere finalmente un colpo decisivo ed energico con Roma? – attacca Gianfranco Congiu, capogruppo del Partito dei Sardi in consiglio regionale – . È giunto il momento di assumere una posizione più ruvida con chi non fa altro che ricordare, a colpi di impugnazioni, chi è lo Stato e chi il suddito. Vogliamo che anche con la Sardegna sia utilizzato il metro che si usa per il Friuli nella spesa sanitaria, nella continuità territoriale, nei trasferimenti, nelle norme programmatiche sull’Agenzia Sarda delle Entrate». Anche il presidente Pigliaru lascia da parte il suo distacco e va all’attacco. «Il governo, su proposta del Ministero degli Affari regionali, ha impugnato la Legge di stabilità 2017 della Sardegna per due norme meramente formali. La legge di Bilancio, che della manovra finanziaria è la parte sostanziale, è passata indenne. Da Roma si continua in modo incomprensibile a pensare solo alla forma, con un atteggiamento che inizia a diventare persecutorio mentre noi chiediamo da tempo di concentrarsi sulla sostanza. Se il bilancio va bene, questa decisione è incomprensibile, ancora di più perché su altre questioni il dialogo con il Governo anche in questi giorni è proseguito in modo costante e positivo. Chiederò immediatamente un incontro urgente al ministro Costa per avere tutti i chiarimenti. Nonostante nelle scorse settimane ci siano state molte interlocuzioni, hanno impugnato una norma sugli investimenti nella sanità che vale per il 2020 e che avevamo concordato di sistemare, e un'altra formalità in materia di personale sulla Centrale Unica di committenza. Entrambe non spostano l'impianto della Finanziaria che rimane perfettamente operativa. Rivendichiamo da mesi il diritto a non pagare più gli accantonamenti, che da contributo straordinario sono diventati un prelievo fisso che ha modificato unilateralmente il nostro Statuto facendo entrare meno soldi di quelli che ci spettano, stiamo dicendo che non è giusto farci pagare anche i farmaci innovativi, stiamo chiedendo di poter utilizzare i nostri soldi per fare politiche di sviluppo indispensabili mai come ora per uscire dalla peggior crisi di sempre. Questioni di sostanza sulle quali stiamo chiedendo al Governo di concentrarsi. Mentre su tavoli e vertenze si lavora con spirito di collaborazione e piena condivisione di obiettivi, dall’altra si fanno scelte incomprensibili come questa che puntano a esacerbare il conflitto, violando le regole di base di una leale collaborazione».
Le reazioni. Caustico il leader di Fi, Ugo Cappellacci: «È il triplete della vergogna. Dopo la Finanziaria 2016 dichiarata illegittima, un assestamento di bilancio impugnato e un ricorso sulla Finanziaria 2017, Pigliaru tenta di coprire i pasticci e la sua resa al Governo con le solite bufale».
La bocciatura. La notizia esplosiva la fa scivolare sotto la porta il Partito dei sardi. Il Consiglio dei ministri ha impugnato la finanziaria regionale del 2017. Per l’esattezza ha bocciato due norme che potrebbero emozionare solo i fan dei manuali della burocrazia. Ma il Partito dei sardi ha chiesto un intervento netto del governatore Pigliaru. «Lo Stato rifila l’ennesimo schiaffone alla Sardegna. Adesso basta, abbiamo bisogno di altre conferme per battere finalmente un colpo decisivo ed energico con Roma? – attacca Gianfranco Congiu, capogruppo del Partito dei Sardi in consiglio regionale – . È giunto il momento di assumere una posizione più ruvida con chi non fa altro che ricordare, a colpi di impugnazioni, chi è lo Stato e chi il suddito. Vogliamo che anche con la Sardegna sia utilizzato il metro che si usa per il Friuli nella spesa sanitaria, nella continuità territoriale, nei trasferimenti, nelle norme programmatiche sull’Agenzia Sarda delle Entrate». Anche il presidente Pigliaru lascia da parte il suo distacco e va all’attacco. «Il governo, su proposta del Ministero degli Affari regionali, ha impugnato la Legge di stabilità 2017 della Sardegna per due norme meramente formali. La legge di Bilancio, che della manovra finanziaria è la parte sostanziale, è passata indenne. Da Roma si continua in modo incomprensibile a pensare solo alla forma, con un atteggiamento che inizia a diventare persecutorio mentre noi chiediamo da tempo di concentrarsi sulla sostanza. Se il bilancio va bene, questa decisione è incomprensibile, ancora di più perché su altre questioni il dialogo con il Governo anche in questi giorni è proseguito in modo costante e positivo. Chiederò immediatamente un incontro urgente al ministro Costa per avere tutti i chiarimenti. Nonostante nelle scorse settimane ci siano state molte interlocuzioni, hanno impugnato una norma sugli investimenti nella sanità che vale per il 2020 e che avevamo concordato di sistemare, e un'altra formalità in materia di personale sulla Centrale Unica di committenza. Entrambe non spostano l'impianto della Finanziaria che rimane perfettamente operativa. Rivendichiamo da mesi il diritto a non pagare più gli accantonamenti, che da contributo straordinario sono diventati un prelievo fisso che ha modificato unilateralmente il nostro Statuto facendo entrare meno soldi di quelli che ci spettano, stiamo dicendo che non è giusto farci pagare anche i farmaci innovativi, stiamo chiedendo di poter utilizzare i nostri soldi per fare politiche di sviluppo indispensabili mai come ora per uscire dalla peggior crisi di sempre. Questioni di sostanza sulle quali stiamo chiedendo al Governo di concentrarsi. Mentre su tavoli e vertenze si lavora con spirito di collaborazione e piena condivisione di obiettivi, dall’altra si fanno scelte incomprensibili come questa che puntano a esacerbare il conflitto, violando le regole di base di una leale collaborazione».
Le reazioni. Caustico il leader di Fi, Ugo Cappellacci: «È il triplete della vergogna. Dopo la Finanziaria 2016 dichiarata illegittima, un assestamento di bilancio impugnato e un ricorso sulla Finanziaria 2017, Pigliaru tenta di coprire i pasticci e la sua resa al Governo con le solite bufale».
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