La Nuova Sardegna

Il proprietario della villetta «Spariti soldi e un Rolex» 

di Valeria Gianoglio
Il proprietario della villetta «Spariti soldi e un Rolex» 

La morte di Erika: per gli investigatori è poco credibile l’ipotesi di una rapina

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SAN TEODORO. Dopo l’autopsia eseguita lunedì sera sul corpo di Erika Preti – un esame che ha confermato quanto era emerso sin dall’inizio, ovvero che la giovane era stata ferita a morte da due coltellate al collo che le hanno reciso la giugulare – l’attenzione degli inquirenti si sposta di nuovo verso il fidanzato della giovane, e attualmente unico indagato dell’inchiesta per omicidio volontario, Dimitri Fricano. Lo stesso anatomopatologo che ha eseguito l’autopsia sulla ragazza, nelle prossime ore farà un esame accurato delle ferite alla testa che hanno costretto il giovane biellese al ricovero in ospedale. Il procuratore di Nuoro, Andrea Garau, e i carabinieri della compagnia di Siniscola e del nucleo operativo provinciale, vogliono insomma vederci chiaro. E capire chi e come abbia procurato quella ferita e quei traumi alla testa a Dimitri Fricano.

La perizia. Secondo una certa corrente di pensiero, tra gli investigatori, quelle ferite al ragazzo potrebbe averle procurate la stessa Erika, magari nel tentativo disperato e tenace di difendersi da una violenta aggressione. Oppure, quegli ematomi e traumi potrebbero essere stati causati da una terza persona, e costituire, dunque, uno dei tasselli che confermerebbero la versione dei fatti che fino a questo momento ha sempre fornito il trentenne biellese: «È stata una rapina – non ha fatto che ripetere sin dall’inizio Fricano – sono entrati in casa, ma non ricordo altro». Resta il fatto che quest’ultima ipotesi, anche se non esclusa a priori, è considerata decisamente la meno probabile dagli inquirenti. La pista privilegiata rimane, anche a distanza di qualche giorno, quella del femminicidio commesso tra le mura domestiche e al termine di un violento litigio. Le indagini in ogni caso vanno avanti e non trascurano nulla: compresa la possibilità, seppur meno battuta e convincente, dell’aggressione arrivata dall’esterno.

«Spariti soldi e un Rolex». A questo proposito, l’amico di Dimitri e proprietario della villetta dove la coppia di fidanzati stava trascorrendo qualche giorno di vacanza, ha raccontato che a lui risulta che dalla casa del delitto siano spariti un Rolex e 500 euro. Un particolare che, tuttavia, non risulta né ai carabinieri, né alla stessa Procura di Nuoro che coordina le indagini. Dimitri Fricano, in ogni caso, resta un indagato a piede libero: nei suoi confronti la Procura non ha emesso alcun tipo di misura cautelare. La sua iscrizione nel registro degli indagati in parte è legata alla necessità di disporre l’autopsia, in parte ai risultati delle prime indagini e agli elementi raccolti nella scena del delitto, a Lu Fraili. Nei prossimi giorni, appena i medici lo dichiareranno ormai guarito, Dimitri Fricano potrà lasciare l’ospedale di Olbia, San Giovanni di Dio, e tornare in Piemonte insieme ai suoi familiari che lo hanno raggiunto già da domenica sera, sconvolti per l’accaduto.

L’addio a Erika. La salma di Erika, invece, è stata cremata: così hanno deciso mamma Tiziana e papà Fabrizio giunti anche loro domenica da Pralungo, il piccolo comune del Biellese dove Erika e Dimitri convivevano ormai da tre anni. A chi chiedeva loro come volessero disporre il funerale, i genitori della giovane uccisa hanno spiegato che era stata quest’ultima, in più occasioni, a parlare della cremazione come strada preferita in caso eventuale di morte. E i suoi familiari hanno rispettato questa sua volontà. L’urna con le ceneri della giovane dovrebbe ripartire oggi dalla Sardegna per tornare in Piemonte. Il funerale della ragazza si potrebbe tenere a Pralungo domani pomeriggio. Il paese si prepara compatto a darle l’ultimo saluto. Ci saranno anche le colleghe di lavoro, del negozio di abbigliamento per bambini al centro commerciale Gli Orsi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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