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la denuncia  

Abbanoa, allarme di Mdp: «Darà gli impianti ai privati»

CAGLIARI. Abbanoa avrebbe in mente un progetto su cui, in Consiglio regionale, più di un partito è pronto a tirar su le barricate: la privatizzazione strisciante dell’acqua. «Dalla locandina di un...

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CAGLIARI. Abbanoa avrebbe in mente un progetto su cui, in Consiglio regionale, più di un partito è pronto a tirar su le barricate: la privatizzazione strisciante dell’acqua. «Dalla locandina di un convegno – ha detto Eugenio Lai di Mdp – abbiamo saputo che Abbanoa è alla ricerca e ha preso contatti con diversi investitori privati, perché?». Chi ha presentato un’interrogazione urgente una risposta se l’è data: «A ottobre scadranno i contratti d’appalto con cui tre anni fa il gestore del servizio idrico ha affidato all’esterno gli impianti di depurazione dell’acqua e altre manutenzioni. Fra pochi mesi dunque è forte il pericolo che questa parte della filiera finisca nelle mani di chissà quale privato». In altre parole, ha aggiunto Antonio Gaia dell’Upc, «attraverso un project financing o contrattato di concessione a lunga scadenza tutto quello che sta a monte del servizio, a cominciare proprio dall’acquisto dell’acqua grezza fino alla depurazione, potrebbe essere dato in esclusiva e chissà per quanti anni a una delle tante multinazionali in cerca di affari». Il sospetto in Mdp e Upc è scattato dopo aver letto il titolo del forum organizzato da Abbanoa il 30 giugno al Lazzaretto di Cagliari: «Grandi gare 2017, incontro con le imprese e gli investitori», con una giornata intera dedicata alla presentazione di tutto quello che il gestore vuole o vorrebbe fare da ottobre in poi. «Non vorremmo – ha sottolineato Daniele Cocco di Mdp - che questo incontro allargato non si sa bene a chi, non c’è neanche una lista ufficiale degli invitati, nascondesse il vero obiettivo di Abbanoa: privatizzare gran parte dei servizi e occuparsi solo della messa in rete dell’acqua e di far pagare le bollette ai sardi». È un’ipotesi da escludere a priori, ha ribadito Lai: «Con un referendum, nel 2011, tutti abbiamo detto che l’acqua deve rimanere pubblica e quindi non ci possono essere scorciatoie per aggirare la volontà della stragrande maggioranza degli elettori». Perché secondo Gaia, che tra l’altro mesi fa ha presentato una mozione perché sia fatta chiarezza su chi debba avere la maggioranza delle quote di Abbanoa, «non certo la Regione, ma i Comuni», ha lanciato il vero allarme: «Se a qualunque titolo dovesse entrare un privato nel servizio idrico regionale, non verrà certo a fare beneficenza, ma vorrà guadagnarci. In altre parole, aumenteranno i costi per Abbanoa, che a sua volta si rifarà sui cittadini e questo deve accadere. Mai».

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