Corsa a due per il metano in Sardegna: «Non ci saranno ritardi»
di Claudio Zoccheddu
L’assessore regionale all’Industria, Maria Grazia Piras, cancella le preoccupazioni. «Le società possono trovare un accordo e c’è un’ottima intesa con il ministero»
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SASSARI. La alternative non fanno paura, purché si rispetti uno degli aspetti fondamentali della vicenda: la dorsale del metano dovrà essere realizzata in tempi brevi facendo in modo di evitare gli eventuali ritardi causati dell’arrivo di un secondo pretendente alla realizzazione del progetto. La rete del metano in Sardegna, infatti, è un affare per due, la Società Gasdotti Italia e la Snam Rete Gas ma la Regione non sembra preoccupata dal possibile dualismo, anzi: «Sapere che il progetto ha generato l’attenzione di due società in realtà ci inorgoglisce – commenta l’assessore regionale all’Industria, Maria Grazia Piras –, significa che la nostra idea ha generato l’attenzione che attendevamo».
Non teme che ci possano essere ritardi nell’assegnazione dei lavori?
«No, sono piuttosto tranquilla anche se la Regione non può che attendere le decisioni del ministero dello Sviluppo economico (Mise, ndr), noi entreremo in gioco quando ci sarà da concedere l’autorizzazione unica. Comunque sono convinta che le due società interessate alla dorsale del metano possano trovare un accordo tra loro. Sarebbe senza dubbio la via più semplice e la Sardegna non può attendere più di quello che ha già atteso. Rincorriamo la dorsale del gas da trent’anni e non possiamo perdere altro tempo».
Nel caso non si trovi un accordo a livello societario, la palla resterà nelle mani del Mise. Un altro motivo di preoccupazione?
«Per il momento l’intesa con il ministero procede spedita e siamo convinti di non trovare intoppi durante il cammino. Per evitare ogni imprevisto abbiamo deciso di utilizzare procedure amministrative condivise che possano evitare ogni tipo di ritardo».
In ogni caso non potrà essere un intervento lampo. Quando pensa che possa essere completato?
«Le previsioni sono complicate quando si tratta di opere di queste dimensioni e non voglio sbilanciarmi perché oltre alla necessità di fare in fretta è altrettanto importante che il progetto sia completo. Oltre alla dorsale dovranno essere realizzati i terminali di approvvigionamento, i sistemi di adduzione e i bacini di stoccaggio del gas. È un intervento che cambierà la Sardegna»
Perché la rete del metano è così importante?
«Perché rilancerebbe l’industria che sarebbe attratta da costi energetici molto inferiori a quelli attuali e darebbe una mano anche ai cittadini che spenderebbero decisamente meno una volta allacciati alla rete del metano. È per questo motivo che la dorsale è stata uno dei nostri obiettivi sin dal principio. La giunta ha lavorato bene e ha creato tutti i presupposti perché, grazie la Patto con la Sardegna firmato con il governo, potesse rinascere un progetto che sembrava abbandonato. Per dirne una, il nostro piano energetico, condiviso con i cittadini, viene preso come esempio anche nelle altre regioni d’Italia».
Ci sono poi anche aspetti di carattere ambientale.
«L’arrivo del metano ci permetterà di abbattere del 30 per cento le emissioni di Co2 in atmosfera e di raggiungere il 50 per cento totale. Un risultato lusinghiero».
Il metano sarà sufficiente per combattere la crisi dell’industria?
«Darà sicuramente una spinta notevole a un settore che, nonostante il pessimismo, si sta già risollevando. IL rapporto di Bankitalia ci ha fornito un dato oggettivo: la Sardegna è in ripresa, per quanto possa essere lenta. Ma io aggiungo altri due aspetti che ritengo significativi. I dati che riguardano le piccole imprese sono molto più rassicuranti e le piccole aziende guadagnano terreno più rapidamente. E poi ci sono i bandi regionali che si esauriscono poco dopo essere stati pubblicati. Significa che c’è la fiducia e la voglia di fare impresa è ancora una caratteristica dei sardi».
Non teme che ci possano essere ritardi nell’assegnazione dei lavori?
«No, sono piuttosto tranquilla anche se la Regione non può che attendere le decisioni del ministero dello Sviluppo economico (Mise, ndr), noi entreremo in gioco quando ci sarà da concedere l’autorizzazione unica. Comunque sono convinta che le due società interessate alla dorsale del metano possano trovare un accordo tra loro. Sarebbe senza dubbio la via più semplice e la Sardegna non può attendere più di quello che ha già atteso. Rincorriamo la dorsale del gas da trent’anni e non possiamo perdere altro tempo».
Nel caso non si trovi un accordo a livello societario, la palla resterà nelle mani del Mise. Un altro motivo di preoccupazione?
«Per il momento l’intesa con il ministero procede spedita e siamo convinti di non trovare intoppi durante il cammino. Per evitare ogni imprevisto abbiamo deciso di utilizzare procedure amministrative condivise che possano evitare ogni tipo di ritardo».
In ogni caso non potrà essere un intervento lampo. Quando pensa che possa essere completato?
«Le previsioni sono complicate quando si tratta di opere di queste dimensioni e non voglio sbilanciarmi perché oltre alla necessità di fare in fretta è altrettanto importante che il progetto sia completo. Oltre alla dorsale dovranno essere realizzati i terminali di approvvigionamento, i sistemi di adduzione e i bacini di stoccaggio del gas. È un intervento che cambierà la Sardegna»
Perché la rete del metano è così importante?
«Perché rilancerebbe l’industria che sarebbe attratta da costi energetici molto inferiori a quelli attuali e darebbe una mano anche ai cittadini che spenderebbero decisamente meno una volta allacciati alla rete del metano. È per questo motivo che la dorsale è stata uno dei nostri obiettivi sin dal principio. La giunta ha lavorato bene e ha creato tutti i presupposti perché, grazie la Patto con la Sardegna firmato con il governo, potesse rinascere un progetto che sembrava abbandonato. Per dirne una, il nostro piano energetico, condiviso con i cittadini, viene preso come esempio anche nelle altre regioni d’Italia».
Ci sono poi anche aspetti di carattere ambientale.
«L’arrivo del metano ci permetterà di abbattere del 30 per cento le emissioni di Co2 in atmosfera e di raggiungere il 50 per cento totale. Un risultato lusinghiero».
Il metano sarà sufficiente per combattere la crisi dell’industria?
«Darà sicuramente una spinta notevole a un settore che, nonostante il pessimismo, si sta già risollevando. IL rapporto di Bankitalia ci ha fornito un dato oggettivo: la Sardegna è in ripresa, per quanto possa essere lenta. Ma io aggiungo altri due aspetti che ritengo significativi. I dati che riguardano le piccole imprese sono molto più rassicuranti e le piccole aziende guadagnano terreno più rapidamente. E poi ci sono i bandi regionali che si esauriscono poco dopo essere stati pubblicati. Significa che c’è la fiducia e la voglia di fare impresa è ancora una caratteristica dei sardi».
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