La Nuova Sardegna

L’emergenza siccità non fa più paura 

L’emergenza siccità non fa più paura 

L’amministratore: le scorte bastano fino a ottobre, ma l’85 per cento dell’acqua è potabilizzata

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SASSARI. L’estate senz’acqua preoccupa i vertici di Abbanoa. «Di sicuro le risorse che abbiamo basteranno fino a ottobre – spiega l’amministratore Alessandro Ramazzotti –, ma siamo in allarme. La siccità in questo 2017 è un fenomeno nazionale. Ma la Sardegna in questi casi paga in modo più pesante la scarsità d’acqua. Il motivo è semplice. Non esistono fonti naturali. L’85 per cento viene potabilizzata. Ha un costo. In origine in alcuni casi l’acqua è marrone. Noi la rendiamo potabile. La situazione delle scorte non ci preoccupa. La situazione peggiore è sul Bidighinzu in cui le scorte basteranno fino a ottobre. Ma c’è anche l’aspetto delle reti colabrodo e di impianti ereditati in condizioni disastrose. Sassari da questo punto di vista è quasi un simbolo. Abbiamo investito più di dieci milioni di euro per rifare le condotte, ma siamo costretti a chiudere alle 5,30 per consentire ai serbatoi di riempirsi. E c’è un altro elemento che deve far riflettere. Siamo costretti a pompare più acqua al secondo su Sassari che su Cagliari. Perché il sistema generale è messo peggio».

I nodi. Restano diverse emergenze che Abbanoa deve affrontare. «Ci sono due aspetti – spiega l’amministratore unico Ramazzotti –. I consorzi industriali e alcuni villaggi sul mare. In questi casi abbiamo ancora delle situazioni esplosive. Spesso i consorzi sono falliti o senza nessuna risorsa economica. Sono collegati alla rete, ma non pagano. Un discorso simile lo si può fare con alcune borgate marine. Un esempio è Torre delle Stelle in cui con una sentenza del Tar iniziamo a prendere in carico la rete. Non c’è un atto dell’Autorità d’ambito che dice di prenderla in carico. In più di 2 mila ville sono senza rete fognaria».

Il rapporto con i sindaci. «Credo che nel tempo sia migliorato – conclude –. Io per 10 anni ho guidato il comune di Opera. Capisco quelle che possono le difficoltà. Ho scoperto che Abbanoa non parlava con i sindaci. Loro sono i miei azionisti. È iniziato un dialogo serrato. Credo che oggi le proteste siano molte meno. Anche perché noi siamo sempre a disposizione».

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