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«Pochi investimenti sull’innovazione»

«Pochi investimenti sull’innovazione»

Pochi laureati, troppo divario di genere, occupazione ridotta all’osso, scarsi investimenti sulla ricerca e sullo sviluppo. I cardini del rapporto pubblicato dal Crenos, il centro di ricerche...

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Pochi laureati, troppo divario di genere, occupazione ridotta all’osso, scarsi investimenti sulla ricerca e sullo sviluppo. I cardini del rapporto pubblicato dal Crenos, il centro di ricerche economiche istituito nel 1993 dalle università di Sassari e Cagliari, raccontano la Sardegna al tempo della crisi e mettono in evidenza i ritardi accumulati negli anni che devono essere colmati prima che l’isola possa iniziare ad allontanarsi dell’elenco delle regioni europee sottosviluppate: «Il capitale umano sardo, purtroppo, non può reggere alla concorrenza. Il numero dei laureati tra i 30 e i 34 anni è sotto l’obiettivo europeo e c’è una marcatissima differenza di genere– spiega la direttrice del Crenos, Emanuela Marrocu (foto) –. Nonostante le donne abbiano una capacità formativa più alta, trovano lavoro con molta difficoltà rispetto agli uomini. La Sardegna, poi, spende appena 138 euro pro capite per la ricerca e lo sviluppo contro i 486 della media europea. E solo il 6 per cento del peso dell’innovazione è sostenuto dalle imprese che, ovviamente, non crescono e non riescono a penetrare i mercati esteri».

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