Urbanistica, c’è una nuova proposta di legge
A presentarla il gruppo di Articolo 1-Mdp: «Più spazio ai Comuni, conoscono meglio il territorio»
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CAGLIARI. Il terzo incomodo è arrivato: l’urbanistica, qui intesa come proposta di legge, non è più solo una questione interna al Pd, fra l’assessore Cristiano Erriu e i consiglieri regionali della corrente Soru. Da 24 ore sul tavolo del Consiglio c’è anche quella presentata da Articolo 1-Mdp, che fa parte della maggioranza di centrosinistra, A scriverla è stato l’architetto Alan Batzella, ex presidente del Wwf. A sostenerla, in commissione, saranno Luca Pizzuto, Eugenio Lai, Daniele Cocco e Paolo Zedda. Rispetto alla bozza della giunta, le novità sono molte. Prima di tutto questa: «È una proposta che detta le regole ma lascia ai Comuni la possibilità di governare il territorio», ha detto l’architetto. Con Lai che ha aggiunto: «Vogliamo discutere la nostra proposta in commissione, confrontarla con le altre e trovare i punti d’incontro». Anche se Batzella ha detto: «Fosse per me riscriverei gran parte della bozza della giunta. L’altra è inguardabile».
Premialità. Fatto salvo il Piano paesaggistico, secondo Mdp nella fascia dei 300 metri dal mare gli alberghi potranno aumentare la volumetria del 10 per cento e non del 25 come previsto dalle altre proposte. Il premio è sempre destinato a migliorare l’offerta turistica, ma allo stesso tempo saranno stringenti i confini delle relazioni tecniche a sostegno del progetto.
Divieti. A essere bandite sono altre seconde case, mentre è incentivata la trasformazione delle esistenti in villaggi turistici. Azzerata la possibilità di costruire centri commerciali, annullati i Piani casa e cancellati i progetti di grande interesse sociale ed economico.
In campagna. A decidere quanto potrà essere costruito saranno i Comuni e non la Regione. C’è però la possibilità che a chiedere la licenza siano anche agli agricoltori part time. Tra l’altro ci sarà una nuova Banca della terra: dovrà censire gli appezzamenti incolti.
Crediti di cubatura. Saranno quelli messi a disposizioni di chi ha subito un esproprio per pubblica utilità. Non riceverà indennizzi in denaro, ma crediti che potrà utilizzare altrove o vendere.
La filosofia. Quella alla base della terza proposta è molto articolata. A cominciare dal suddivisione, sempre attraverso le lettere dell’alfabeto, delle aree omogenee. Sparisce la F-turistica, accorpata alla B-completamento e C-espansione. La F resterà solo in questi casi: campeggi, zone ex minerarie e «aree non vincolate in cui potranno essere realizzati villaggi turistici». Cambia anche la classificazione dei Comuni. A fare la differenza saranno il numero di residenti, l’estensione delle spiagge e l’impatto turistico secondo una rivisitazione del decreto Floris del 1983. Per i Comuni più piccoli, sotto i 4mila abitanti, sono 295 su 377, è prevista prima di tutto una procedura urbanistica molto snella.
Premialità. Fatto salvo il Piano paesaggistico, secondo Mdp nella fascia dei 300 metri dal mare gli alberghi potranno aumentare la volumetria del 10 per cento e non del 25 come previsto dalle altre proposte. Il premio è sempre destinato a migliorare l’offerta turistica, ma allo stesso tempo saranno stringenti i confini delle relazioni tecniche a sostegno del progetto.
Divieti. A essere bandite sono altre seconde case, mentre è incentivata la trasformazione delle esistenti in villaggi turistici. Azzerata la possibilità di costruire centri commerciali, annullati i Piani casa e cancellati i progetti di grande interesse sociale ed economico.
In campagna. A decidere quanto potrà essere costruito saranno i Comuni e non la Regione. C’è però la possibilità che a chiedere la licenza siano anche agli agricoltori part time. Tra l’altro ci sarà una nuova Banca della terra: dovrà censire gli appezzamenti incolti.
Crediti di cubatura. Saranno quelli messi a disposizioni di chi ha subito un esproprio per pubblica utilità. Non riceverà indennizzi in denaro, ma crediti che potrà utilizzare altrove o vendere.
La filosofia. Quella alla base della terza proposta è molto articolata. A cominciare dal suddivisione, sempre attraverso le lettere dell’alfabeto, delle aree omogenee. Sparisce la F-turistica, accorpata alla B-completamento e C-espansione. La F resterà solo in questi casi: campeggi, zone ex minerarie e «aree non vincolate in cui potranno essere realizzati villaggi turistici». Cambia anche la classificazione dei Comuni. A fare la differenza saranno il numero di residenti, l’estensione delle spiagge e l’impatto turistico secondo una rivisitazione del decreto Floris del 1983. Per i Comuni più piccoli, sotto i 4mila abitanti, sono 295 su 377, è prevista prima di tutto una procedura urbanistica molto snella.
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