Gli avvocati: cerchiamo la verità
Il pool di tecnici a caccia di conferme alla ricostruzione di Fricano, unico indagato
2 MINUTI DI LETTURA
SAN TEODORO. «Non siamo qui solo per la difesa, siamo qui soprattutto per cercare la verità. Per capire quello che è successo, per ricostruire con precisione la dinamica, e per vedere se combacia con ciò che il nostro assistito ci ha raccontato. Siamo alla ricerca della verità del fatto, insomma. Così come sta facendo la Procura di Nuoro, del resto, che sta davvero indagando a tutto campo e non ha trascurato alcuna pista, sin dai primi istanti dopo la scoperta del delitto»: è appena uscito dalla prima parte del sopralluogo nella villetta degli orrori, l’avvocato di Dimitri Fricano, Roberto Onida, e si sta ancora cercando di sfilare la tuta bianco candido che fino a poco prima lo ha completamente avvolto prima di entrare nella scena del delitto.
Dopo un’oretta, dalla stessa villetta esce anche la collega di Biella, Alessandra Guarini. «Siamo nel pieno della indagini difensive e in questa fase preferiamo non sbilanciarci – spiega il noto legale piemontese – ancora accaldata per il bagno di calore dentro la villetta – ma restiamo fiduciosi». Intorno alle 12, dopo una mattinata di rilievi, fotografie e controllo minuzioso delle stanze della casa che ha fatto da sfondo al delitto, sul cortile dove il sole batte implacabile, arrivano anche gli altri componenti del collegio difensivo: l’investigatore privato di Biella, Nicola Santimone, e l’ingegnere informatico e perito forense di Brescia, Michele Vitiello. «Siamo qui per difendere la verità – spiegano entrambi, quasi all’unisono – il compito di un collegio difensivo è proprio questo. Non siamo qui tanto a difendere Dimitri, ma ad accertare la verità, a capire come realmente si siano svolti i fatti. Il nostro scopo è anche quello di scoprire prima eventuali prove ed eventualmente ragguagliare in merito l’indagato».
Detto in altri termini, dunque, uno dei compiti dei consulenti della difesa è anche quello di arrivare alla ricostruzione dei fatti prima dell’accusa, perché anche quello costituirebbe un vantaggio prezioso che darebbe alla difesa la possibilità di decidere quale strategia adottare sia nel corso delle indagini, sia in quello di un eventuale processo. Da ieri in particolare, dunque, questa corsa contro il tempo, per il collegio che sta assistendo Dimitri Fricano, è entrata nel vivo. Dall’altra parte della barricata, infatti, ma in maniera decisamente più silenziosa e discreta, sotto la guida del procuratore Andrea Garau, si muovono infatti gli investigatori: i carabinieri della stazione di San Teodoro, quelli della compagnia di Siniscola, guidati dal capitano Andrea Leacche, il nucleo operativo del comando provinciale di Nuoro, coordinato dal tenente Luigi Mereu, gli esperti del Ris di Cagliari. (v.g.)
Dopo un’oretta, dalla stessa villetta esce anche la collega di Biella, Alessandra Guarini. «Siamo nel pieno della indagini difensive e in questa fase preferiamo non sbilanciarci – spiega il noto legale piemontese – ancora accaldata per il bagno di calore dentro la villetta – ma restiamo fiduciosi». Intorno alle 12, dopo una mattinata di rilievi, fotografie e controllo minuzioso delle stanze della casa che ha fatto da sfondo al delitto, sul cortile dove il sole batte implacabile, arrivano anche gli altri componenti del collegio difensivo: l’investigatore privato di Biella, Nicola Santimone, e l’ingegnere informatico e perito forense di Brescia, Michele Vitiello. «Siamo qui per difendere la verità – spiegano entrambi, quasi all’unisono – il compito di un collegio difensivo è proprio questo. Non siamo qui tanto a difendere Dimitri, ma ad accertare la verità, a capire come realmente si siano svolti i fatti. Il nostro scopo è anche quello di scoprire prima eventuali prove ed eventualmente ragguagliare in merito l’indagato».
Detto in altri termini, dunque, uno dei compiti dei consulenti della difesa è anche quello di arrivare alla ricostruzione dei fatti prima dell’accusa, perché anche quello costituirebbe un vantaggio prezioso che darebbe alla difesa la possibilità di decidere quale strategia adottare sia nel corso delle indagini, sia in quello di un eventuale processo. Da ieri in particolare, dunque, questa corsa contro il tempo, per il collegio che sta assistendo Dimitri Fricano, è entrata nel vivo. Dall’altra parte della barricata, infatti, ma in maniera decisamente più silenziosa e discreta, sotto la guida del procuratore Andrea Garau, si muovono infatti gli investigatori: i carabinieri della stazione di San Teodoro, quelli della compagnia di Siniscola, guidati dal capitano Andrea Leacche, il nucleo operativo del comando provinciale di Nuoro, coordinato dal tenente Luigi Mereu, gli esperti del Ris di Cagliari. (v.g.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
