Prove di pace sulla nuova normativa

Nel faccia a faccia Soru ed Erriu difendono le loro visioni e cercano i punti di contatto tra i due testi

INVIATA AD ARZACHENA. Per alcune ore passeggiano in bilico sui mattoni dell’isola di domani. Con doti da equilibristi della parola l’assessore Cristiano Erriu e l’ex segretario Pd, Renato Soru, confermano le loro visioni diverse sulla legge urbanistica in costruzione in Regione. Ma almeno fanno lo sforzo di dialogare. Nel dibattito organizzato alle Cantine Surrau su urbanistica e turismo il padre del Ppr fa da padrone di casa. Ed è Il primo a passare il calumet della pace al collega Erriu. «Proviamo a riflettere lealmente, senza pregiudizi, riconoscendo ciascuno di noi una parte di verità all’altro – afferma –. La politica ha un senso solo se cerca il bene comune, non se è arroganza, ricerca di visibilità e prepotenza. Una parte dell’opinione pubblica è convinta che ci sia una divisione del Pd sui temi dell’Urbanistica. In realtà non c’è nessuno che vuole bloccare la Sardegna e nessuno, come ha detto anche l’assessore Erriu, che vuole farla affondare in nuovo cemento. Partiamo da visioni forse diverse che un giornalista ha riassunto male. Va bene. Non partiamo dalle cose che ci dividono, ma cerchiamo di arrivare a una legge che funzioni». Soru difende poi con passione la sua creatura normativa che compie 11 anni. «Il Ppr non era una legge per tecnici delle costruzioni, ma un pezzo di idea di Sardegna e di Sardegna del futuro. Che era mettere a disposizione del futuro questo giardino del creato, questo regalo del Signore che è l’ambiente ma metterlo anche a servizio dell’oggi – afferma –. Il Ppr non è mai stato contro il turismo e lo sviluppo. Di certo non vogliamo costruire altre 300mila case sulle coste per venderle. Un modello che in passato ha funzionato, ma che non va più bene. Il Ppr non dice non toccate più nulla. Dice al contrario che si può trasformare, ricostruire, riqualificare, riutilizzare con cambi di destinazione d’uso». Nessun tabù sulle nuove costruzioni. «A patto che il nuovo venga realizzato in zone già antropizzate – aggiunge Soru –. Persino Porto Cervo ha margini di sviluppo. Perché per trasformare questo villaggio in Capri, Portofino o Ischia bisogna creare servizi e migliorare la qualità della vita». Soru ed Erriu partono da un concetto condiviso. Regole certe, una legge snella che dia certezza del diritto. «Portiamo a casa oggi il risultato che tutto il Pd pensa che la cosa più importante sia rendere più veloce l’approvazione dei Puc». Anche l’assessore Erriu lancia segnali di pace. «Su alcune idee di sviluppo e norme abbozzate nel disegno di legge ci possono essere opportunità di miglioramento. Solo dal dialogo e dalla discussione si può migliorare – commenta –. Sui 300 metri faccio mia la posizione di Barrack. Non si tratta di mettere in discussione il principio di inedificabilità della Galasso ma domandarsi se si può esercitare la possibilità del Ppr di intervenire sul patrimonio edilizio già esistente. E sulla dimensione pianificatoria il ragionamento è aperto. Non parliamo di revisione del Ppr, ma di verifica e adeguamento, senza intaccare la sua filosofia di fondo ma intervenendo sulle norme tecniche di attuazione per adeguarle ai tempi che mutano e alla realtà che cammina».

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