La Nuova Sardegna

REFERENDUM 

I Riformatori: l’insularità decisiva

Iniziata la raccolta di firme per la consultazione popolare a ottobre

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CAGLIARI. Una settimana fa l'annuncio dell'avvio della raccolta delle firme, poi il rilancio. Ì Riformatori hanno chiesto al governatore Pigliaru di guidare la battaglia per promuovere un referendum destinato a inserire l’insularità nella Costituzione. «Il presidente ha l'occasione di mettersi alla testa di questa sfida – ha spiegato Pietrino Fois, coordinatore regionale del partito – se non vorrà farlo andremo avanti anche senza di lui, perché tutti lo sanno che per la Sardegna è questa la madre di tutte le battaglie». L'idea del referendum regionale nasce sulla falsa riga di quelli in autunno del Veneto e della Lombardia. Il 22 ottobre le due regioni del Nord chiederanno maggiore autonomia dallo Stato. «In pratica - ha sottolineato il deputato Pier Paolo Vargiu - a veneti e lombardi sarà chiesto se sono d'accordo che maggior parte delle tasse che versano resti nei loro territori. È chiaro: sarà un plebiscito a favore del sì, ma per la Sardegna, che per un buon quarto campa grazie alla solidarietà delle regioni più ricche, le conseguenze sarebbero devastanti». Da qui l'idea di una consultazione, lo stesso giorno anche in Sardegna. «Grazie a quei due referendum e al nostro abbiamo l'occasione di portare i problemi dell’isola all'attenzione dell'opinione pubblica nazionale», ha ribadito il capogruppo Attilio Dedoni. Il riconoscimento dell’insularità – ha concluso il consigliere regionale Michele Cossa – risolverebbe gran parte dei problemi della Sardegna anche nei rapporti finanziari con lo Stato, ed ecco perché Pigliaru non può tirarsi indietro».

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