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Legge sul turismo in aula domani il via libera finale

Legge sul turismo in aula domani il via libera finale

Si chiamerà Destinazione Sardegna la società che dovrà gestire la promozione Accordo tra maggioranza e opposizione sul testo che sintetizza le 14 proposte

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CAGLIARI. Dmo o Destination eccetera eccetera da solo non piaceva a nessuno, sarebbe potuto trasformarsi in Bella Sardegna, ma alla fine si chiamerà Destinazione Sardegna. Sarà questo il nome ufficiale dell’organismo pubblico-privato che da subito dovrà gestire il Piano regionale di marketing del turismo, Con questo schiaffetto alla lingua inglese, il Consiglio ha cominciato a votare i primi articoli su 51 della legge – sul turismo appunto – che dopo una trentina d’anni dovrebbe governare tutto quanto gira intorno all’eldorado delle vacanze. «È evidente che c’era l'esigenza di una nuova cornice in cui fossero contenute le risposte adeguate a problemi che, nel 1980, neanche esistevano. Tutte le norme che abbiamo utilizzato finora, tra l’altro sparse un po’ dovunque, erano ormai fuori dal tempo», ha detto in apertura Luigi Lotto del Pd, presidente della commissione attività produttive. Commissione che ci ha messo un anno e mezzo per miscelare assieme ben 14 proposte di legge e ascoltare «tutte le parti in causa: dagli albergatori agli agenti di viaggio e i sindacati». In commissione l’opposizione si è astenuta e in aula, con il relatore di minoranza Luigi Crisponi dei Riformatori, ha sottolineato: «Questa legge è una piccola conquista per chiunque si occupi, lavori e investa nel turismo. Tuttavia alcuni suggerimenti, in particolare quelli presentati da diverse associazioni di categoria, avrebbero meritato maggior considerazione». Per esempio, ha aggiunto l'ex assessore, «appaiono poco incisive le norme per contrastare l'abusivismo». Ma secondo Lotto, sostenuto all’assessore Barbara Argiolas, «dobbiamo essere soddisfatti della bozza finale che prevede soprattutto un rilancio della promozione turistica finalmente coordinato e con delle certezze». Una di queste è proprio il Dmo – Destination management organization – ora abbellito dall’espressione Destinazione Sardegna. Si occuparsi del Piano che dovrebbe permettere al turismo isolano di essere competitivo nell’offerta sui mercati internazionali, con una particolare attenzione nell’offerta non solo alle solite bellezze, mare, sole e spiagge. Dovrà puntare anche su cultura, tradizioni, artigianato e agroindustria. «Il coinvolgimento delle zone interne – è stato un altro passaggio della relazione di Lotto – dovrà essere totale». Oggi il Consiglio dovrebbe votare un altro bel po’ di articoli, mentre quello finale è annunciato per domani. (ua)

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