Occasione Zes, l’isola spera in più aree
di Vincenzo Garofalo
Soru, Ganau, Lai e l’assessore Piras a confronto. Si cerca di includere almeno Cagliari e Porto Torres
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SASSARI. Quattro candidati per un solo posto d’onore nel futuro scacchiere industriale e commerciale della Sardegna. Il Partito democratico sardo dà ufficialmente il via alla corsa contro il tempo per creare anche nell'Isola una Zona economica speciale (Zes), ma prima c’è da sciogliere un dilemma: quale sito tra Cagliari, Porto Torres, Olbia e Oristano meriti l’assegnazione del nuovo status doganale privilegiato. La volata parte da Sassari con un dibattito pubblico organizzato dall'associazione Sardegna Europa per focalizzare l’attenzione proprio sulle Zes, inserite nel decreto sul Mezzogiorno varato di recente dal Governo nazionale e approvato giusto tre giorni fa dal Senato. Entro ottobre devono essere presentate le linee guida per l’istituzione della Zona economica speciale. In base al decreto governativo si potrà istituire una Zona economica speciale per ogni autorità portuale; quindi in Sardegna ci sarebbe lo spazio solo per una. Ma lo stesso decreto non vieta che la Zes possa dislocarsi in più sedi. E su questa possibilità il Pd sardo spera di poter giostrare per far nascere due, forse tre Zes nell’isola. Per avviare al più presto la discussione in aula della futura Zes, il consigliere regionale Pd, Salvatore Demontis, ha depositato una mozione in Consiglio, con cui si invita la massima assemblea sarda a decidere. A Sassari, nella sala Angioy del Palazzo della Provincia, per analizzare l’argomento Zes sono riunite le stelle del Pd sardo: il presidente del consiglio regionale Gianfranco Ganau, il deputato Francesco Sanna, il senatore Silvio Lai, il consigliere regionale Salvatore Demontis che fa da moderatore del dibattito, e l’europarlamentare Renato Soru. Ci sono anche l’assessora regionale dell'Industria, Maria Grazia Piras, Aldo Berlinguer (Ordinario diritto civile all'Università di Cagliari) e l’assessora regionale all'Ambiente, Donatella Spano. «La sede ideale per la Zes è sicuramente il porto di Cagliari, ma credo che altre Zone economiche speciali possano essere istituite in Sardegna, in primis nell'area portuale di Porto Torres», dice Gianfranco Ganau aprendo la discussione. Per Silvio Lai il problema Porto Torres sta nel decifrare il futuro del sito: «Se non decollano due o tre programmi come per esempio la Chimica verde, e se non si procede con le bonifiche ambientali la Zes a Porto Torres non ha senso e non è realizzabile». Diversa la visione dell’assessora Piras: «Porto Torres è pronta; stiamo rivedendo il protocollo d’intesa del 2011 con Eni, che garantisce gli investimenti per la Chimica verde, le bonifiche vanno avanti». Ma la parte del leone nel dibattito la fa l’ex governatore Renato Soru. Sfodera un appeal ritrovato con la platea e una grande passione: «In fondo siamo qui per parlare del lavoro che manca. Dei nostri giovani che stanno al bar e a casa. E la Zes è un’opportunità doppia per la Sardegna, perché in virtù del nostro Statuto speciale si può scegliere di applicare ulteriori vantaggi fiscali alle imprese che opereranno nella Zes. Ma le condizioni fondamentali sono due: riportare a casa le nostre entrate fiscali e procedere con le bonifiche dei siti industriali».
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