Scuola, 1352 docenti conquistano la cattedra
L’elenco degli insegnanti immessi in ruolo dopo il concorso del 2016. Scoperti posti nel sostegno
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SASSARI. Sono 1352, da settembre sono pronti a prendere posto in cattedra. Sono gli insegnanti immessi in ruolo, tra loro 214 sono specializzati nel sostegno. Il numero definitivo è stato trasmesso ufficialmente dal Ministero e calcolato per il 50 sulle graduatorie Gae e per l’altra parte su quelle del concorso di gennaio 2016. Viene così completato l’organico in Sardegna, composto da 22 mila 272 docenti, che faranno fronte alle esigenze di 205 mila 260 alunni (di cui 6.489 disabili per i quali sono disponibili 2.738 posti), divisi in 10 mila 885 classi. «Se da una parte possiamo esprimere soddisfazione per le stabilizzazioni, dall’altra siamo molto preoccupati per i riflessi che deriveranno dal metodo utilizzato per la distribuzione delle cattedre», dice il segretario regionale della Flc Cgil Ivo Vacca annunciando che potrebbero esserci ripercussioni anche sul personale Ata. Il personale degli Uffici scolastici, notoriamente sottodimensionati, ha dovuto lavorare in tempi stretti alla distribuzione delle cattedre, senza tener conto della distanza effettiva delle sedi assegnate ma solo in base a un algoritmo che combina i vari raggruppamenti orari per ottenere il numero delle cattedre più alto in assoluto. Il risultato è che ci sono docenti che dovranno dividere le ore di lavoro tra scuole lontane anche centro chilometri: ad esempio un’unica cattedra con orario spezzato tra le scuole di Siniscola e Macomer, oppure Desulo e Orosei.
L’auspicio della Flc è che queste situazioni si possano sistemare con l’organico di fatto. «In alcuni ambiti scolastici provinciali – denuncia ancora Ivo Vacca – non c’è stato nemmeno il dovuto confronto con le organizzazioni sindacali per l’informativa sulla composizione degli organici. L’applicazione di parametri e algoritmi uguali per tutta l’Italia incide pesantemente sulla nostra scuola, perché non rispetta le specificità della Sardegna, caratterizzata da un basso indice di natalità e da vasti territori scarsamente popolati. «Fra i tanti problemi da affrontare, anche quello del sostegno perché «dopo le reiterate denunce per l’assenza dei corsi di specializzazione, l’anno scorso le Università di Cagliari e Sassari hanno attivato i corsi ma, oltre al ritardo accumulato, sappiamo già che non basteranno a coprire tutte le richieste».
L’auspicio della Flc è che queste situazioni si possano sistemare con l’organico di fatto. «In alcuni ambiti scolastici provinciali – denuncia ancora Ivo Vacca – non c’è stato nemmeno il dovuto confronto con le organizzazioni sindacali per l’informativa sulla composizione degli organici. L’applicazione di parametri e algoritmi uguali per tutta l’Italia incide pesantemente sulla nostra scuola, perché non rispetta le specificità della Sardegna, caratterizzata da un basso indice di natalità e da vasti territori scarsamente popolati. «Fra i tanti problemi da affrontare, anche quello del sostegno perché «dopo le reiterate denunce per l’assenza dei corsi di specializzazione, l’anno scorso le Università di Cagliari e Sassari hanno attivato i corsi ma, oltre al ritardo accumulato, sappiamo già che non basteranno a coprire tutte le richieste».
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