La casa va a fuoco, muore donna di 58 anni
di Gianfranco Nurra
Carbonia: in salvo marito, figli e nuore. La causa sarebbe un corto circuito ma c’è chi solleva dubbi
2 MINUTI DI LETTURA
CARBONIA. È morta soffocata dal fumo e per il calore, intrappolata nella sua camera da letto mentre l’abitazione andava a fuoco. Una tragedia, quella avvenuta ieri nelle prime ore del mattino a Carbonia in una villetta a due piani di via Cristoforo Colombo, nella frazione di Medadeddu. Annamaria Merola, di 58 anni, dipendente della Asl numero 7, con problemi di deambulazione a causa di una frattura a una gamba che la bloccava quasi completamente, ha perso la vita, mentre si sono salvati il marito, i due figli e le rispettive fidanzate. L’incendio è divampato intorno alle 4,30 al piano terra dell’abitazione. Tutti i componenti della famiglia stavano dormendo, quando sono stati sorpresi dalle fiamme. In cinque sono riusciti a mettersi in qualche modo in salvo. Le due ragazze si sarebbero lanciate da una finestra e una delle due si trova ora ricoverata all’ospedale Sirai. Annamaria Merola però non ce l’ha fatta, ed è rimasta imprigionata all’interno di una stanza. L’allarme è stato lanciato immediatamente. Sul posto sono subito arrivati i vigili del fuoco del distaccamento cittadino, i carabinieri della Compagnia di Carbonia con il maggiore Giuseppe Licari e le ambulanze del 118. I vigili del fuoco sono riusciti con grosse difficoltà, a causa del fumo densissimo e delle fiamme alte, a raggiungere il piano superiore della casa ma quando sono riusciti a salire la donna era ormai troppo tardi: era morta per il fortissimo calore.
La dinamica non è ancora stata del tutto chiarita. Carabinieri e vigili del fuoco stanno cercando di stabilire come si sia innescato il rogo e come sia potuta avvenire la tragedia. Dai primi accertamenti le cause sarebbero riconducibili a un corto circuito, forse del condizionatore. L'incendio è divampato alle 4,30. Di certo, le fiamme sembrano aver trovato facile esca nelle finiture in legno che, dopo alcuni lavori di ristrutturazione erano presenti in maniera massiccia. Sono servite quasi 4 ore per domare le fiamme. Solo intorno alle 9 la situazione è tornata alla normalità e i vigili del fuoco, uno dei quali è rimasto intossicato dal fumo, sono riusciti a entrare nell’abitazione, dove era ancora presente il corpo della donna. È intervenuto il medico legale.
A gettare qualche ombra su quanto accaduto è l’ex deputata e coordinatrice regionale di Forza Italia, Gabriella Pinto, cugina della vittima, che ha parlato al sito Youtg.net di un difficile clima in famiglia, di una separazione alle porte e di denunce presentate dalla donna per porre fine ai presunti abusi.
La dinamica non è ancora stata del tutto chiarita. Carabinieri e vigili del fuoco stanno cercando di stabilire come si sia innescato il rogo e come sia potuta avvenire la tragedia. Dai primi accertamenti le cause sarebbero riconducibili a un corto circuito, forse del condizionatore. L'incendio è divampato alle 4,30. Di certo, le fiamme sembrano aver trovato facile esca nelle finiture in legno che, dopo alcuni lavori di ristrutturazione erano presenti in maniera massiccia. Sono servite quasi 4 ore per domare le fiamme. Solo intorno alle 9 la situazione è tornata alla normalità e i vigili del fuoco, uno dei quali è rimasto intossicato dal fumo, sono riusciti a entrare nell’abitazione, dove era ancora presente il corpo della donna. È intervenuto il medico legale.
A gettare qualche ombra su quanto accaduto è l’ex deputata e coordinatrice regionale di Forza Italia, Gabriella Pinto, cugina della vittima, che ha parlato al sito Youtg.net di un difficile clima in famiglia, di una separazione alle porte e di denunce presentate dalla donna per porre fine ai presunti abusi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
