Erriu: «Ma la nostra norma è più rigorosa»
L’assessore punta il dito contro la proposta Demontis-Collu e difende la validità dell’articolo 43
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CAGLIARI. Continua il confronto nel Pd sulla legge urbanistica. L’assessore Cristiano Erriu spiega le differenze tra la proposta della giunta e quella firmata dai consiglieri Pd di area soriana Salvatore Demontis e Alessandro Collu.
È vero che la proposta della giunta è meno restrittiva di quella presentata dai consiglieri Pd?
«Per quello che riguarda gli incrementi degli alberghi esistenti nella fascia dei 300 metri dalla battigia. Il testo della Giunta (art. 31) e il Demontis-Collu (art. 43) prevedono la stessa cosa. Che gli alberghi già esistenti, anche nei 300 metri dalla battigia, possano godere, se già non ne hanno goduto con il Piano casa del 2009, di incrementi volumetrici fino a un massimo del 25% del volume, condizionati a miglioramenti in termini di rendimento energetico e di qualità architettonica. Entrambi consentono il posizionamento solo in arretramento rispetto all’esistente e alla fascia tra questo e il mare, e la realizzazione anche mediante corpi separati dal principale, possibilità concessa perché, in alcuni casi, consente un inserimento meno impattante rispetto al luogo. La differenza tra i due testi è che la Giunta condiziona l’incremento e la ripartizione tra servizi e posti letto alla presentazione di un piano aziendale finalizzato alla destagionalizzazione e al miglioramento del servizio. Demontis e Collu non ne richiedono la presentazione, ma fissano in astratto a un massimo del 50% la volumetria per nuovi posti letto. In entrambi i casi si è dichiarata la necessità di introdurre un tetto volumetrico che escluda la crescita di strutture già molto ampie».
Il nodo è sull’articolo 43. Sui progetti di grande interesse economico e sociale.
«I testi (art.43 Giunta e art. 50 Demontis-Collu) prevedono la possibilità di presentare, da parte dei comuni che li devono dichiarare di proprio interesse, anche su proposta di investitori privati, progetti di investimento e sistema che interessino i vari settori produttivi, e non solo immobiliari. In entrambi i casi i piani sono sottoposti a un rigoroso esame di compatibilità ambientale, paesaggistica ed economica, a pubblico dibattito e se ritenuti di interesse regionale, a tutte le valutazioni previste dalle norme. I due testi condividono che gli adeguamenti devono sottostare alle procedure del Codice Urbani per la verifica e l’adeguamento dei Piani paesaggistici. Unica differenza è che tale possibilità è esplicitata direttamente nell’articolo specifico nel caso del testo della Giunta, mentre è meno visibile, perché rimanda a precedenti articoli, in quello di Demontis-Collu. Nessuno dei due propone una deroga al Ppr, ma l’eventuale ricorso alla procedura prevista dal codice Urbani del Paesaggio, la norma stessa che ha istituito i Piani paesaggistici regionali».
Altro tema è il lotto otto minimo rurale.
«La proposta della Giunta non solo mantiene il lotto minimo per l’edificazione, ma lo condiziona alle caratteristiche produttive agricole e al requisito di imprenditore agricolo professionale a titolo prevalente (come previsto dal PPR). Tale lotto minimo può, sì, essere abbassato a un ettaro nel caso di particolari attività a grande reddito, ma cresce fino a 15 o 30 ettari per produzioni estensive. La proposta Demontis-Collu prevede un lotto minimo generalizzato di tre ettari che prescinde dalle caratteristiche produttive».
Dimensione e numero di articoli.
«I due testi differiscono sensibilmente per numero di articoli (113 per la Giunta, 62 per Demontis-Collu). Il Ppr, che si occupa di materie ancora più limitate di questa legge, si articola in 112 articoli più una grande quantità di allegati». (l.roj)
È vero che la proposta della giunta è meno restrittiva di quella presentata dai consiglieri Pd?
«Per quello che riguarda gli incrementi degli alberghi esistenti nella fascia dei 300 metri dalla battigia. Il testo della Giunta (art. 31) e il Demontis-Collu (art. 43) prevedono la stessa cosa. Che gli alberghi già esistenti, anche nei 300 metri dalla battigia, possano godere, se già non ne hanno goduto con il Piano casa del 2009, di incrementi volumetrici fino a un massimo del 25% del volume, condizionati a miglioramenti in termini di rendimento energetico e di qualità architettonica. Entrambi consentono il posizionamento solo in arretramento rispetto all’esistente e alla fascia tra questo e il mare, e la realizzazione anche mediante corpi separati dal principale, possibilità concessa perché, in alcuni casi, consente un inserimento meno impattante rispetto al luogo. La differenza tra i due testi è che la Giunta condiziona l’incremento e la ripartizione tra servizi e posti letto alla presentazione di un piano aziendale finalizzato alla destagionalizzazione e al miglioramento del servizio. Demontis e Collu non ne richiedono la presentazione, ma fissano in astratto a un massimo del 50% la volumetria per nuovi posti letto. In entrambi i casi si è dichiarata la necessità di introdurre un tetto volumetrico che escluda la crescita di strutture già molto ampie».
Il nodo è sull’articolo 43. Sui progetti di grande interesse economico e sociale.
«I testi (art.43 Giunta e art. 50 Demontis-Collu) prevedono la possibilità di presentare, da parte dei comuni che li devono dichiarare di proprio interesse, anche su proposta di investitori privati, progetti di investimento e sistema che interessino i vari settori produttivi, e non solo immobiliari. In entrambi i casi i piani sono sottoposti a un rigoroso esame di compatibilità ambientale, paesaggistica ed economica, a pubblico dibattito e se ritenuti di interesse regionale, a tutte le valutazioni previste dalle norme. I due testi condividono che gli adeguamenti devono sottostare alle procedure del Codice Urbani per la verifica e l’adeguamento dei Piani paesaggistici. Unica differenza è che tale possibilità è esplicitata direttamente nell’articolo specifico nel caso del testo della Giunta, mentre è meno visibile, perché rimanda a precedenti articoli, in quello di Demontis-Collu. Nessuno dei due propone una deroga al Ppr, ma l’eventuale ricorso alla procedura prevista dal codice Urbani del Paesaggio, la norma stessa che ha istituito i Piani paesaggistici regionali».
Altro tema è il lotto otto minimo rurale.
«La proposta della Giunta non solo mantiene il lotto minimo per l’edificazione, ma lo condiziona alle caratteristiche produttive agricole e al requisito di imprenditore agricolo professionale a titolo prevalente (come previsto dal PPR). Tale lotto minimo può, sì, essere abbassato a un ettaro nel caso di particolari attività a grande reddito, ma cresce fino a 15 o 30 ettari per produzioni estensive. La proposta Demontis-Collu prevede un lotto minimo generalizzato di tre ettari che prescinde dalle caratteristiche produttive».
Dimensione e numero di articoli.
«I due testi differiscono sensibilmente per numero di articoli (113 per la Giunta, 62 per Demontis-Collu). Il Ppr, che si occupa di materie ancora più limitate di questa legge, si articola in 112 articoli più una grande quantità di allegati». (l.roj)
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