Italia Nostra: «Coste da tutelare oltre i 300 metri»

Urbanistica, l'associazione ambientalista attacca il disegno di legge Erriu: cancella il Ppr

SASSARI. Sulla difesa del paesaggio non si può tornare indietro. L’associazione Italia Nostra interviene nel dibattito sul disegno di legge urbanistica dell’assessore Cristiano Erriu per sottolineare come sia riduttivo concentrare la discussione quasi esclusivamente sulla fascia dei 300 metri dal mare.

«Quella è già tutelata dalla legge Galasso e successivamente dalla legge regionale urbanistica in vigore – sottolinea il presidente dell’associazione Graziano Bullegas – dando per scontato che oltre quel limite si possa concedere qualsiasi ampliamento e intervento edificatorio. Sotto la pressione dell’opinione pubblica anche la giunta ha convenuto sulla necessità di tutelare meglio la fascia dei 300 metri riducendo di qualche metro cubo la sua proposta. La nostra associazione – prosegue Bullegas – ritiene che mediare al ribasso sul "miserevole limite dei 300 metri" come lo ha definito Edoardo Salzano, presidente del Comitato tecnico-scientifico del Ppr, ha dell'incredibile». Secondo Italia Nostra si è infatti di fronte a «un'involuzione sulla difesa del paesaggio che ci riporterebbe indietro di oltre trent'anni cancellando in un sol colpo i progressi in materia paesaggistica e culturale dell'ultimo decennio».

L’associazione ricorda che i 300 metri di tutela integrale si riducono a soli 150 metri nelle piccole isole, di fatto «trasformate in zone franche per il cemento. Infatti esse, pur rappresentando solo l'1 per cento dell'intera superficie della Sardegna ricoprono oltre il 20 per cento del perimetro costiero complessivo». Bullegas va avanti ricordando che il Ppr ha individuato, come fascia costiera da sottoporre a tutela paesaggistica, un’area di profondità variabile, che in alcune zone raggiunge anche i 3mila metri.

«Oggi il Ddl Erriu si pone in aperto contrasto con i principi ispiratori del Ppr smembrando artificiosamente il bene paesaggistico di insieme, rappresentato dalla fascia costiera nel suo complesso, in un “dentro e fuori” rispetto ad un inesistente e artificioso confine posto a 300 metri (o 150) dal bagnasciuga. Dopo trent'anni torniamo al punto di partenza, incrementiamo ancora il valore e la rendita di posizione degli hotel in prossimità del mare, cancelliamo il Ppr e la filosofia che lo ha ispirato. Qualora il Ddl Erriu fosse trasformato in legge – conclude Italia Nostra – la Sardegna avrà una pessima legge urbanistica che incrementerà in maniera esponenziale le aggressioni a cui è sottoposto già oggi il paesaggio costiero e segnerà la definitiva separazione tra l'attuale classe politica e i valori e i principi del Ppr».
 

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