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Specializzazione, politici in campo

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Lai, Uras e Capelli al ministro: indispensabile salvare le scuole universitarie sarde

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SASSARI. «Siamo spesso il Paese dei rinvii, ma in questo caso se fosse necessario chiedo al ministro di consentire un tempo definito per dare la possibilità alle scuole fuori standard di mettersi in regola». Il Pd Silvio Lai anticipa i contenuti di una interrogazione dei senatori sardi sul caso delle Scuole di specializzazione in medicina verificate dall'Osservatorio nazionale della formazione medica specialistica. «Dai dati diffusi da alcuni media l'Osservatorio nazionale, forse per la prima volta, mette nero su bianco il fatto che su 1.433 scuole di specializzazione il 47 per cento è in regola, il 43 da autorizzare con alcune osservazioni mentre per il 9, ben 135 Scuole per 1200 specialisti, distribuito equamente in tutto il territorio nazionale, si dà indicazione per la sospensione dell'accreditamento – spiega il senatore dem –. Il lavoro dell'Osservatorio è importante, ma chiediamo al ministro di aprire alla possibilità che il prossimo anno l'attività si svolga regolarmente e si possa consentire alle Scuole fuori standard di fare gli interventi necessari, anche finanziandoli appositamente e con urgenza. Il Servizio sanitario nazionale è un delicato meccanismo che funziona in strettissimo raccordo con quello dell'alta formazione».

All’appello di Lai fa eco la richiesta al ministro del senatore Luciano Uras, Campo progressista, e del deputato Roberto Capelli, Centro democratico, di scongiurare «l'annunciata soppressione della scuola di specializzazione di Nefrologia di Cagliari, unica in Sardegna, a causa di una decisione dell'Osservatorio». I due parlamentari ricordano «l'impegno profuso dall'Università per rispettare integralmente i due principali requisiti richiesti: quello formativo, nella sua articolazione ed ampiezza e quello dei docenti. La Scuola riveste un'importanza strategica nella formazione e nella assistenza sanitaria in Sardegna. Le nostre università da tempo subiscono criteri standardizzati a livello nazionale senza un'adeguata considerazione dello stato di insularità che determina conseguenze negative sulla popolazione studentesca».

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