I cacciatori: la lepre non è a rischio
Il presidente Pisanu contro il Grig: se fosse in via di estinzione chiederei io lo stop
2 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. I cacciatori bocciano la richiesta del Gruppo di intervento giuridico, guidato da Stefano Deliperi. Per loro sospendere la caccia per la siccità e gli incendi è una proposta da rispedire al mittente. «Alcune associazioni ambientaliste, puntuali come l’influenza, non appena ci sono delle calamità anche di lieve entità, chiedono di chiudere la caccia – afferma il presidente della associazione Caccia pesca ambiente, Marco Efisio Pisanu –. La presa di posizione contro la caccia a ogni minima calamità fa perdere di credibilità allo stesso Grig, e forse, se il governatore e l’assessore non hanno risposto alla loro richiesta, è per la reiterata dimostrazione di mancanza di buon senso. Dalle parole di Deliperi si evince una scarsa conoscenza delle norme in vigore e soprattutto dello stato di salute della fauna selvatica». I cacciatori non negano che «gli incendi e la siccità creano dei problemi, ma da qui a far credere che gli incendi hanno distrutto tanta fauna selvatica ci vuole veramente tanta fantasia o malafede. Deliperi stia tranquillo che in caso di incendio, gli animali selvatici sanno bene come spostarsi per evitare di essere sopraffatti, salvo qualche rarissima eccezione. Lo stesso discorso possiamo farlo per la siccità, poiché gli animali sanno dove reperire l’acqua». Per quanto riguarda i dati su lepri e pernici, «non capisco come Deliperi faccia ad affermare che sono in via di estinzione, se lui stesso ha ammesso che non esistono dati. Da dietro una scrivania viene difficile conoscere lo stato di conservazione del territorio. Se sapessi che la popolazione della selvaggina nobile stanziale fosse a rischio estinzione, non esiterei un attimo a chiederne la chiusura».
Intanto, l’associazione ecologista da Stefano Deliperi, ha impugnato davanti al Tar il decreto dell’assessore all’Ambiente del 21 luglio sul calendario venatorio regionale 2017-2018, nella parte in cui prevede la caccia alla Lepre sarda (Lepus capensis mediterraneus) e alla Pernice sarda (Alectoris barbara). Il provvedimento impugnato, infatti, prevede per le due giornate di caccia previste (24 settembre e 1 ottobre) un assurdo «carniere potenziale complessivo di ben 71.974 lepri e 143.948 pernici per i 35.987 cacciatori autorizzati alla caccia in Sardegna. La caccia alla lepre e alla pernice è stata autorizzata nonostante la consistenza delle rispettive popolazioni non siano puntualmente conosciute, pur definite tendenti alla diminuzione dallo stesso Piano faunistico-venatorio isolano. L’Ispra ha chiesto la chiusura della caccia alla lepre e alla pernice. Tali richieste sono state fatte anche dalla Provincia di Nuoro e dalla Provincia di Oristano. Inoltre, la stessa Regione ha dichiarato lo stato di grave siccità».
Intanto, l’associazione ecologista da Stefano Deliperi, ha impugnato davanti al Tar il decreto dell’assessore all’Ambiente del 21 luglio sul calendario venatorio regionale 2017-2018, nella parte in cui prevede la caccia alla Lepre sarda (Lepus capensis mediterraneus) e alla Pernice sarda (Alectoris barbara). Il provvedimento impugnato, infatti, prevede per le due giornate di caccia previste (24 settembre e 1 ottobre) un assurdo «carniere potenziale complessivo di ben 71.974 lepri e 143.948 pernici per i 35.987 cacciatori autorizzati alla caccia in Sardegna. La caccia alla lepre e alla pernice è stata autorizzata nonostante la consistenza delle rispettive popolazioni non siano puntualmente conosciute, pur definite tendenti alla diminuzione dallo stesso Piano faunistico-venatorio isolano. L’Ispra ha chiesto la chiusura della caccia alla lepre e alla pernice. Tali richieste sono state fatte anche dalla Provincia di Nuoro e dalla Provincia di Oristano. Inoltre, la stessa Regione ha dichiarato lo stato di grave siccità».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
