Accordo sull’ex Arsenale tra la Mita e il Governo
Lo Stato pagherà 21 milioni a rate alla società che doveva gestire la struttura Fondamentale la mediazione di Pigliaru e Maninchedda per superare lo stallo
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CAGLIARI. La svolta per l’ex Arsenale alla Maddalena è a un passo. L’hotel con il porto turistico diventati il simbolo della mancata rinascita dell’isola potrebbero uscire da uno stallo lungo oltre 5 anni.
Il contenzioso tra la Mita, la società che aveva la gestione dell’ex Arsenale, e il governo sta per essere sbloccato. Si sarebbe raggiunto un accordo dopo il lavoro della Regione. Lo Stato verserà 21 milioni di euro, a rate, alla Mita per chiudere qualsiasi controversia.
In queste settimane ci sarebbe stato lo sprint. Un percorso iniziato dalla giunta Pigliaru subito dopo il suo insediamento. L'ex assessore Paolo Maninchedda, in questi giorni proprio alla Maddalena, è stato avvistato davanti all’ex Arsenale, qualcuno dice per un sopralluogo. Da ambienti vicini all'assessorato ai lavori pubblici trapela che è imminente la transazione tra la Mita e la presidenza del Consiglio impostata a suo tempo dal sottosegretario alla presidenza Maria Elena Boschi e dallo stesso Maninchedda. L'importo, interamente a carico del governo, si aggira intorno ai 21 milioni di euro. E l'avvocatura distrettuale dello Stato di Cagliari è riuscito a versare a rate l’importo. Ora si lavora su un altro aspetto. Serve un commissario per accelerare il recupero dell’area. Un uomo che trovi il sostegno di Regione e governo. Maninchedda aveva chiesto alla Boschi una norma che desse poteri di compressione dei tempi degli appalti, in modo da realizzare le opere in tempi congrui e rimediare al degrado ormai molto visibile.
L’accordo economico è vantaggioso per lo Stato. Era stato condannato a pagare 38 milioni di euro alla Mita.
A metà febbraio era stato il presidente Pigliaru a incaricare l’assessore Maninchedda di riavviare la macchina per gestire i fondi a disposizione per la riqualificazione e la bonifica della Maddalena. Ma per prima cosa si doveva risolvere il contenzioso infinito tra la Protezione civile e la Mita. Ora la Regione chiede al Governo l’attribuzione dei poteri commissariali, così come era già stato richiesto da Pigliaru al premier Gentiloni in una lettera. Un passaggio necessario per snellire i tempi delle procedure e rendere efficaci i lavori per la riqualificazione e le bonifiche.
Il contenzioso tra la Mita, la società che aveva la gestione dell’ex Arsenale, e il governo sta per essere sbloccato. Si sarebbe raggiunto un accordo dopo il lavoro della Regione. Lo Stato verserà 21 milioni di euro, a rate, alla Mita per chiudere qualsiasi controversia.
In queste settimane ci sarebbe stato lo sprint. Un percorso iniziato dalla giunta Pigliaru subito dopo il suo insediamento. L'ex assessore Paolo Maninchedda, in questi giorni proprio alla Maddalena, è stato avvistato davanti all’ex Arsenale, qualcuno dice per un sopralluogo. Da ambienti vicini all'assessorato ai lavori pubblici trapela che è imminente la transazione tra la Mita e la presidenza del Consiglio impostata a suo tempo dal sottosegretario alla presidenza Maria Elena Boschi e dallo stesso Maninchedda. L'importo, interamente a carico del governo, si aggira intorno ai 21 milioni di euro. E l'avvocatura distrettuale dello Stato di Cagliari è riuscito a versare a rate l’importo. Ora si lavora su un altro aspetto. Serve un commissario per accelerare il recupero dell’area. Un uomo che trovi il sostegno di Regione e governo. Maninchedda aveva chiesto alla Boschi una norma che desse poteri di compressione dei tempi degli appalti, in modo da realizzare le opere in tempi congrui e rimediare al degrado ormai molto visibile.
L’accordo economico è vantaggioso per lo Stato. Era stato condannato a pagare 38 milioni di euro alla Mita.
A metà febbraio era stato il presidente Pigliaru a incaricare l’assessore Maninchedda di riavviare la macchina per gestire i fondi a disposizione per la riqualificazione e la bonifica della Maddalena. Ma per prima cosa si doveva risolvere il contenzioso infinito tra la Protezione civile e la Mita. Ora la Regione chiede al Governo l’attribuzione dei poteri commissariali, così come era già stato richiesto da Pigliaru al premier Gentiloni in una lettera. Un passaggio necessario per snellire i tempi delle procedure e rendere efficaci i lavori per la riqualificazione e le bonifiche.
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