costa smeralda
C’è lo yacht dell’emiro del Qatar Il porto diventa off limits per tutti
di Giampiero Cocco
INVIATO A PORTO CERVO. L’emiro del Qatar, Tamim bin Hamad al-Thani, non è ancora giunto nell’isola. Ma la sua “barca”, un mega yacht di 124 metri chiamato Katara, è all’ormeggio dall’altra notte al...
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INVIATO A PORTO CERVO. L’emiro del Qatar, Tamim bin Hamad al-Thani, non è ancora giunto nell’isola. Ma la sua “barca”, un mega yacht di 124 metri chiamato Katara, è all’ormeggio dall’altra notte al pontile di alta profondità del vecchio molo di Porto Cervo.
Uno spazio demaniale off limits per tutti – compresi i turisti appiedati dotati di cellulari per il selfie d’ordinanza – come hanno tentato di spiegare dalla direzione della marina a gestione qatariota.
«Non si può entrare, lo vieta un’ordinanza della capitaneria di Porto», hanno spiegato quando sono stati chiesti lumi sull’improvviso divieto che impedisce (impediva, sino a ieri pomeriggio) a chiunque di varcare la cancellata con tanto di logo sponsorizzato.
Uno spazio che, da oltre cinquant’anni, è stato dedicato alle foto ricordo con lo sfondo dei mega yacht e che ora qualcuno voleva, anche se timidamente, interdire al pubblico per chissà quali scopi. «Non esiste alcuna ordinanza della Capitaneria di Porto di Golfo Aranci, così come della delegazione di Spiaggia di Porto Cervo – hanno precisato ieri i portavoce della Direzione marittima di Olbia – che vieta la fruizione di spazi demaniali compresi tra il molo e le retrostanti costruzioni. Nessun impedimento, inoltre, a scattare foto e girare filmati sulle navi ormeggiate ai pontili». Resta quindi da capire cosa stia accadendo tra i frangiflutti dell’ex regno di Karim Aga Khan a gestione qatariota. Alcuni hanno notato la diminuzione in porto delle barche “storiche” battenti bandiera araba, che hanno preferito navigare verso la Costa Azzurra. Secondo alcuni sarebbe una coincidenza legata al Ramadam, per altri all’origine ci sarebbe la tensione con Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi ed Egitto.
Di fatto a giugno il Lady Moura di Nasser Al-Rashid, il magnate saudita delle banche d’affari, fece rotta verso Cannes anziché aprire la stagione estiva, come ogni anno, a Porto Cervo. Seguita dal Montkaj della famiglia reale saudita, che si trova alla fonda davanti a Nizza, e dal più grande panfilo privato del mondo, l’Azzam (Determinazione, in lingua araba) di Al Waleed Bin Talal, discendente del fondatore del regno arabo.
Le loro barche erano le più fotografate del porto vecchio, ora “off limits” per chissà quali disposizioni e scopi diramati dalla direzione della marina, appaltatrice dei servizi portuali «Una iniziativa non autorizzata da parte del personale della società che gestisce l’accesso al porto» hanno giustificato dalla direzione della Marina di Porto Cervo.
Con buona pace per quei giovanotti (sardi) che avevano ricevuto l’ordine di bloccare i turisti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Uno spazio demaniale off limits per tutti – compresi i turisti appiedati dotati di cellulari per il selfie d’ordinanza – come hanno tentato di spiegare dalla direzione della marina a gestione qatariota.
«Non si può entrare, lo vieta un’ordinanza della capitaneria di Porto», hanno spiegato quando sono stati chiesti lumi sull’improvviso divieto che impedisce (impediva, sino a ieri pomeriggio) a chiunque di varcare la cancellata con tanto di logo sponsorizzato.
Uno spazio che, da oltre cinquant’anni, è stato dedicato alle foto ricordo con lo sfondo dei mega yacht e che ora qualcuno voleva, anche se timidamente, interdire al pubblico per chissà quali scopi. «Non esiste alcuna ordinanza della Capitaneria di Porto di Golfo Aranci, così come della delegazione di Spiaggia di Porto Cervo – hanno precisato ieri i portavoce della Direzione marittima di Olbia – che vieta la fruizione di spazi demaniali compresi tra il molo e le retrostanti costruzioni. Nessun impedimento, inoltre, a scattare foto e girare filmati sulle navi ormeggiate ai pontili». Resta quindi da capire cosa stia accadendo tra i frangiflutti dell’ex regno di Karim Aga Khan a gestione qatariota. Alcuni hanno notato la diminuzione in porto delle barche “storiche” battenti bandiera araba, che hanno preferito navigare verso la Costa Azzurra. Secondo alcuni sarebbe una coincidenza legata al Ramadam, per altri all’origine ci sarebbe la tensione con Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi ed Egitto.
Di fatto a giugno il Lady Moura di Nasser Al-Rashid, il magnate saudita delle banche d’affari, fece rotta verso Cannes anziché aprire la stagione estiva, come ogni anno, a Porto Cervo. Seguita dal Montkaj della famiglia reale saudita, che si trova alla fonda davanti a Nizza, e dal più grande panfilo privato del mondo, l’Azzam (Determinazione, in lingua araba) di Al Waleed Bin Talal, discendente del fondatore del regno arabo.
Le loro barche erano le più fotografate del porto vecchio, ora “off limits” per chissà quali disposizioni e scopi diramati dalla direzione della marina, appaltatrice dei servizi portuali «Una iniziativa non autorizzata da parte del personale della società che gestisce l’accesso al porto» hanno giustificato dalla direzione della Marina di Porto Cervo.
Con buona pace per quei giovanotti (sardi) che avevano ricevuto l’ordine di bloccare i turisti.
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