Lui tenta la rapina il figlio aspetta in auto
di Gianni Olandi
Il colpo fallito in tabaccheria, arrestato il nuorese Mosè Ledda
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ALGHERO. È durata poco più di un'ora la fuga di Mosè Giuseppe Ledda, 41 anni di Nuoro dopo la tentata rapina nella tabaccheria del lungomare Barcellona gestita da Marco Salis, 48 anni, algherese, avvenuta nella serata di mercoledì scorso. Dal momento in cui è riuscito a sfuggire alla presa del tabaccaio - protagonista di un’immediata quanto coraggiosa reazione quando l'uomo gli ha puntato la pistola contro chiedendo la consegna dell'incasso - Ledda è riuscito a salire sull'auto che lo attendeva a breve distanza dall'esercizio commerciale con a bordo la compagna di 31 anni, algherese, e un bambino di 6 e ad accompagnare il piccolo dalla nonna. Ma Polizia e Carabinieri erano già sulle sue tracce. Ledda e la convivente sono andati a casa a cambiarsi d'abito ma appena usciti hanno trovato gli uomini di una Volante e del Nucleo Radiomobile. Mosé Ledda è stato arrestato per tentata rapina aggravata e ora si trova rinchiuso nel carcere di Bancali, la sua convivente è agli arresti domiciliari per favoreggiamento. L'arresto della coppia costituisce un elemento indiscutibile su quanto sia producente la collaborazione tra le forze dell'ordine. Poliziotti e carabinieri si sono scambiati le informazioni in loro possesso è hanno agito come una squadra, dividendosi i compiti: ai militari della stazione di via Don Minzoni la ricostruzione dei fatti e la raccolta di testimonianze ed elementi utili per le indagini, mentre Volante e Nucleo operativo davano la caccia al rapinatore. Operazione conclusa rapidamente e con grande soddisfazione di tutti , a cominciare dal sindaco Mario Bruno che si è congratulato con il comando provinciale dell'Arma e la Questura di Sassari. All'episodio, a quei concitati e drammatici minuti nei quali si è consumato, hanno infatti assistito molte persone, la tabaccheria si trova in mezzo alla frequentatissima rambla algherese, ma altrettante sono state richiamate dai lampeggianti delle auto di servizio e dalle sirene. Aver quindi appreso che la rapina era stata sventata prima dal coraggio del tabaccaio, ma che l'autore era stato arrestato in poco più di un'ora, ha indubbiamente restituito tranquillità oltre che apprezzamento per i servizi di sicurezza.
Dai precedenti di Giuseppe Mosè Ledda emerge un episodio abbastanza rilevante, ben altro di un tentativo di rapinare una tabaccheria del quale è stato protagonista: la rapina alla Over Security di Nuoro, avvenuta il 23 maggio del 2006, che aveva fruttato un bottino di oltre tre milioni di euro. All'epoca il nuorese svolgeva funzioni di guardia giurata proprio nei servizi di sicurezza e secondo i giudici il suo ruolo era stato quello di basista dell'intera operazione. Per quel reato la condanna a otto anni di reclusione che gli era stata inflitta dai giudici di primo e secondo grado è stata confermata nel dicembre del 2011 dalla Corte di Cassazione. Scontata la pena Ledda ha cercato in qualche modo di ricostruirsi un futuro, ha trovato un lavoro ad Alghero, dove ogni giorno deve firmare il registro nella caserma dei Carabinieri. Ha conosciuto una ragazza, ma mercoledì ha commesso l'errore di riprovarci, con la rapina alla tabaccheria, portandosi dietro la compagna e il figlio di sei anni. Un quadretto familiare che contrasta drammaticamente con la violenta dinamica del tentativo di rapina, la pistola, anche se scacciacani, e tutto il resto.
Un errore che probabilmente pagherà molto caro.
Dai precedenti di Giuseppe Mosè Ledda emerge un episodio abbastanza rilevante, ben altro di un tentativo di rapinare una tabaccheria del quale è stato protagonista: la rapina alla Over Security di Nuoro, avvenuta il 23 maggio del 2006, che aveva fruttato un bottino di oltre tre milioni di euro. All'epoca il nuorese svolgeva funzioni di guardia giurata proprio nei servizi di sicurezza e secondo i giudici il suo ruolo era stato quello di basista dell'intera operazione. Per quel reato la condanna a otto anni di reclusione che gli era stata inflitta dai giudici di primo e secondo grado è stata confermata nel dicembre del 2011 dalla Corte di Cassazione. Scontata la pena Ledda ha cercato in qualche modo di ricostruirsi un futuro, ha trovato un lavoro ad Alghero, dove ogni giorno deve firmare il registro nella caserma dei Carabinieri. Ha conosciuto una ragazza, ma mercoledì ha commesso l'errore di riprovarci, con la rapina alla tabaccheria, portandosi dietro la compagna e il figlio di sei anni. Un quadretto familiare che contrasta drammaticamente con la violenta dinamica del tentativo di rapina, la pistola, anche se scacciacani, e tutto il resto.
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