Ramazzotti: azienda sana presto il rating di Moody’s
L’amministratore unico risponde alle critiche sul maxi mutuo da 180 milioni: «Scelta obbligata e approvata dall’Ue, ora abbiamo obiettivi e un peso diversi»
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SASSARI. Più fango che acqua. Non ha dubbi l’amministratore unico di Abbanoa, Alessandro Ramazzotti che respinge in modo netto le accuse di una gestione creativa dei bilanci della società. Solo qualche ora prima il consigliere regionale di Forza Italia, Marco Tedde, aveva accusato Ramazzotti di obbligare i sardi a pagare gli interessi su un mutuo da 180 milioni di euro, e nello stesso tempo Abbanoa vanta crediti per oltre 700 milioni di euro. Ma Tedde è solo l’ultimo che rilancia una critica alla gestione da parte dei vertici del gigante idrico.
Ramazzotti con calma spiega perché considera le accuse di Tedde del tutto infondate. «Per prima cosa forse Tedde, come tanti altri, non ha ancora compreso che Abbanoa è la prima azienda della Sardegna – spiega Ramazzotti – e che come impresa industriale deve avere una solida capitalizzazione e deve essere in grado di fare investimenti. Mi sorprende che spesso la politica si mostri poco attenta a questo aspetto». Ma Ramazzotti fa un passo indietro nel tempo per spiegare come si è arrivati a questa situazione. «La giunta regionale precedente aveva chiesto di poter capitalizzare Abbanoa – spiega –. La società era stata creata, ma era senza risorse. Il piano di capitalizzazione di Abbanoa era stato approvato dall’Unione europea e partiva dal riappianamento del debito da 120 milioni di euro che la nuova società aveva, a questo si erano sommati altri 60 milioni di euro di risorse che servivano per far camminare l’azienda». La scelta della politica era stata quella di attivare un mutuo. «Noi ora abbiamo preso un’altra strada. Quando abbiamo preso in carico la società era sull’orlo del fallimento, con il tribunale di Nuoro che aveva già tra le mani l’istanza. Oggi abbiamo i bilanci in ordine. Abbiamo chiuso i contenziosi con le banche e i debiti. Facciamo il percorso per ottenere il rating da Fitch e Moody’s. Diamo 1400 buste paga ogni mese. In questo modo ci potremo rivolgere ai mercati per ottenere i capitali». Ramazzotti mette l’accento anche su un altro aspetto. «Abbanoa ha crediti per 700 milioni e con pazienza porta avanti un lavoro di riscossione – spiega –. La maggior parte di questo credito arriva dal passato, ma c’è ancora una morosità troppo alta, che si aggira intorno al 30 per cento. Serve un cambiamento culturale. Si deve capire che tutti devono pagare. Lo dico senza nessun atteggiamento vessatorio. E ricordo che tutto quello che viene riscosso viene reinvestito per potenziare le reti e le strutture. Siamo cresciuti molto anche nei lavori sulla rete. Perdiamo ancora il 53 per cento dell’acqua nella rete. È troppo. Roma perde il 44%, ma ci sono regioni in cui si arriva all’80 per cento. Lavoriamo per migliorare anche su questo aspetto».
Ramazzotti parla anche della stagione. «È stata un’estate difficile – afferma –. Abbiamo avuto poche piogge e nello stesso tempo una invasione di turisti enorme. Abbiamo fatto un calcolo sui consumi, siamo sopra i 3 milioni. E si sono concentrati nelle coste. Il servizio non è andato in tilt. Le proteste sono state contenute. La reale difficoltà è trattare le acque che giorno dopo giorno diventano sempre più di cattiva qualità. I bacini sono semivuoti e ottenere acqua potabile è sempre più difficile. Faccio un piccolo esempio. Il valore di manganese accettabile nell’acqua potabile è di 50 microgrammi per litro. Da noi arriva con una concentrazione di 1400. Ottenere da questa fonte dell’acqua potabile è davvero difficile. Abbiamo iniziato anche una ulteriore campagna per migliorare il servizio e cancellare le perdite. Una tecnica innovativa che sono sicuro darà grandi risultati».
Ramazzotti con calma spiega perché considera le accuse di Tedde del tutto infondate. «Per prima cosa forse Tedde, come tanti altri, non ha ancora compreso che Abbanoa è la prima azienda della Sardegna – spiega Ramazzotti – e che come impresa industriale deve avere una solida capitalizzazione e deve essere in grado di fare investimenti. Mi sorprende che spesso la politica si mostri poco attenta a questo aspetto». Ma Ramazzotti fa un passo indietro nel tempo per spiegare come si è arrivati a questa situazione. «La giunta regionale precedente aveva chiesto di poter capitalizzare Abbanoa – spiega –. La società era stata creata, ma era senza risorse. Il piano di capitalizzazione di Abbanoa era stato approvato dall’Unione europea e partiva dal riappianamento del debito da 120 milioni di euro che la nuova società aveva, a questo si erano sommati altri 60 milioni di euro di risorse che servivano per far camminare l’azienda». La scelta della politica era stata quella di attivare un mutuo. «Noi ora abbiamo preso un’altra strada. Quando abbiamo preso in carico la società era sull’orlo del fallimento, con il tribunale di Nuoro che aveva già tra le mani l’istanza. Oggi abbiamo i bilanci in ordine. Abbiamo chiuso i contenziosi con le banche e i debiti. Facciamo il percorso per ottenere il rating da Fitch e Moody’s. Diamo 1400 buste paga ogni mese. In questo modo ci potremo rivolgere ai mercati per ottenere i capitali». Ramazzotti mette l’accento anche su un altro aspetto. «Abbanoa ha crediti per 700 milioni e con pazienza porta avanti un lavoro di riscossione – spiega –. La maggior parte di questo credito arriva dal passato, ma c’è ancora una morosità troppo alta, che si aggira intorno al 30 per cento. Serve un cambiamento culturale. Si deve capire che tutti devono pagare. Lo dico senza nessun atteggiamento vessatorio. E ricordo che tutto quello che viene riscosso viene reinvestito per potenziare le reti e le strutture. Siamo cresciuti molto anche nei lavori sulla rete. Perdiamo ancora il 53 per cento dell’acqua nella rete. È troppo. Roma perde il 44%, ma ci sono regioni in cui si arriva all’80 per cento. Lavoriamo per migliorare anche su questo aspetto».
Ramazzotti parla anche della stagione. «È stata un’estate difficile – afferma –. Abbiamo avuto poche piogge e nello stesso tempo una invasione di turisti enorme. Abbiamo fatto un calcolo sui consumi, siamo sopra i 3 milioni. E si sono concentrati nelle coste. Il servizio non è andato in tilt. Le proteste sono state contenute. La reale difficoltà è trattare le acque che giorno dopo giorno diventano sempre più di cattiva qualità. I bacini sono semivuoti e ottenere acqua potabile è sempre più difficile. Faccio un piccolo esempio. Il valore di manganese accettabile nell’acqua potabile è di 50 microgrammi per litro. Da noi arriva con una concentrazione di 1400. Ottenere da questa fonte dell’acqua potabile è davvero difficile. Abbiamo iniziato anche una ulteriore campagna per migliorare il servizio e cancellare le perdite. Una tecnica innovativa che sono sicuro darà grandi risultati».
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