Gli ambientalisti col ministero
Solidarietà di Consulta e Italia Nostra al viceministro e al soprintendente Martino
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CAGLIARI. Gli ambientalisti si schierano, se ce ne fosse ancora bisogno, in modo netto con la sottosegretaria al Mibact, Ilaria Borletti Buitoni, e con il sovrintendente Fausto Martino. Esprimono la loro solidarietà a entrambi dopo le lettere arrivate dalla giunta regionale nei loro confronti. Entrambi «oggetto – spiegano il presidente e la vice presidente di Italia Nostra, Oreste Rutigliano e Maria Paola Morittu – di un duro attacco da parte del governatore Francesco Pigliaru nel momento in cui è stata richiesta l'impugnazione di alcuni articoli della legge di manutenzione urbanistica. Questa legge è un duro attacco alla funzione svolta in tutta Italia dagli usi civici, che spesso rappresentano delle riserve reali di natura e paesaggio non esposte agli ordinari, continui e logoranti attacchi cui è sottoposto l'intero territorio nazionale».
Questo, argomentano, vale ancora di più in Sardegna, «dove le aree interessate comprendono oltre 400 mila ettari, il 20 per cento dell'intero territorio dell'isola, mentre i funzionari ministeriali che dovrebbero valutare l'assenza dei requisiti per confermarne la sclassificazione, anche a seguito della contestata riforma del Mibact, sono un numero assolutamente esiguo».
Secondo i vertici dell’associazione, «la Soprintendenza è chiamata a dichiarare le aree gravate da usi civici non più vincolate in base a un metodo che impone una falsa copianificazione. tutto ci voleva per il paesaggio italiano tranne che un ulteriore tentativo di minare la conservazione piena di territori gravati da usi civici, scorta irrinunciabile di spazi di natura sempre più assediati da uno sviluppo concepito oramai senza limiti».
Sulla stessa linea la Consulta Ambiente e Territorio della Sardegna, sodalizio tra Wwf, Grig, Italia Nostra, FederParchi e Mare Amico. «Il Mibact – sottolinea la Consulta – nelle sue articolazioni nazionali e periferiche, ha il diritto e il dovere di esprimere le proprie valutazioni nei confronti di atti e provvedimenti che interessano la gestione del territorio e del paesaggio. Le posizioni assunte da tali istituzioni appaiono chiaramente ispirate ad obiettivi di tutela dell'ambiente e del paesaggio e in nessun caso possono essere considerate inappropriate o pregiudiziali. I principi espressi dalla Soprintendenza e dal Ministero devono contribuire a costituire il patrimonio comune della collettività e ispirazione per ogni processo di pianificazione e gestione del bene pubblico, ad iniziare dal dibattito sulla nuova legge urbanistica in Sardegna».
Questo, argomentano, vale ancora di più in Sardegna, «dove le aree interessate comprendono oltre 400 mila ettari, il 20 per cento dell'intero territorio dell'isola, mentre i funzionari ministeriali che dovrebbero valutare l'assenza dei requisiti per confermarne la sclassificazione, anche a seguito della contestata riforma del Mibact, sono un numero assolutamente esiguo».
Secondo i vertici dell’associazione, «la Soprintendenza è chiamata a dichiarare le aree gravate da usi civici non più vincolate in base a un metodo che impone una falsa copianificazione. tutto ci voleva per il paesaggio italiano tranne che un ulteriore tentativo di minare la conservazione piena di territori gravati da usi civici, scorta irrinunciabile di spazi di natura sempre più assediati da uno sviluppo concepito oramai senza limiti».
Sulla stessa linea la Consulta Ambiente e Territorio della Sardegna, sodalizio tra Wwf, Grig, Italia Nostra, FederParchi e Mare Amico. «Il Mibact – sottolinea la Consulta – nelle sue articolazioni nazionali e periferiche, ha il diritto e il dovere di esprimere le proprie valutazioni nei confronti di atti e provvedimenti che interessano la gestione del territorio e del paesaggio. Le posizioni assunte da tali istituzioni appaiono chiaramente ispirate ad obiettivi di tutela dell'ambiente e del paesaggio e in nessun caso possono essere considerate inappropriate o pregiudiziali. I principi espressi dalla Soprintendenza e dal Ministero devono contribuire a costituire il patrimonio comune della collettività e ispirazione per ogni processo di pianificazione e gestione del bene pubblico, ad iniziare dal dibattito sulla nuova legge urbanistica in Sardegna».
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