La Nuova Sardegna

Il pm: «Sono colpevoli condannate gli ex-sindaci»

di Giampiero Cocco
Il pm: «Sono colpevoli condannate gli ex-sindaci»

Fiordalisi chiede 3 anni e 6 mesi per Giovannelli e 3 anni per Alberto Ragnedda

3 MINUTI DI LETTURA





TEMPIO. «Il Ciclone Cleopatra non è stato un ectoplasma materializzatosi all’improvviso, ma un evento atmosferico previsto e annunciato da una nota della protezione civile nazionale e regionale alle 16 e 45 del 17 novembre del 2013, ventiquattrore prima che si abbattesse sulla costa orientale dell’isola e su Olbia, seminando lutti e devastazioni». Una premessa doverosa, quella di Domenico Fiordalisi, prima di concludere una indagine durata quattro anni – tanti quanto la sua permanenza in Gallura – con la richiesta di condanna per due ex sindaci, Gianni Giovannelli di Olbia e Alberto Ragnedda di Arzachena, e due funzionari comunali, il capo dell’area tecnica del comune olbiese Antonello Zanda e il responsabile della protezione civile Giuseppe Budroni, accusati del mancato avviso alle popolazioni alla popolazione causando, «con tale negligenza», la morte di nove persone, due delle quali bambini in tenerissima età. Due, invece, le assoluzioni proposte al collegio giudicante presieduto da Gemma Cucca: una riguardante l’ex dirigente del settore tecnico della ex provincia Olbia Tempio Federico Ceruti Ferrarese, l’altra la funzionaria dell’assessorato ai lavori pubblici di Olbia Gabriella Palermo. Queste due posizioni sono però state rimesse in ballo dalle conclusioni della parte civile, che ieri ha aperto le sue arringhe con l’avvocato Giampaolo Murrighile e proseguirà venerdì prossimo, con l’intervento degli altri rappresentanti le diverse parti lese. Domenico Fiordalisi, in quattro ore abbondanti di requisitoria ha ripercorso, attraverso documenti, indagini e testimonianze, quanto accadde quel maledetto 18 novembre del 2013, quindi ha concluso la sua requisitoria chiedendo la condanna a 3 anni e 10 mesi per Antonello Zanda, il quale deve rispondere di disastro colposo (l’unico, tra gli imputati, ai quali è rimasto questo capo d’imputazione, indicato al capo A del rinvio a giudizio) e concorso in omicidio plurimo colposo.

Per Gianni Giovannelli il pm ha chiesto una condanna a 3 anni e 6 mesi di reclusione, tre anni per l’ex collega Alberto Ragnedda, entrambi per il concorso in omicidio colposo. Ha chiesto 3 anni di pena per Giuseppe Budroni, a capo della protezione civile olbiese. «L’apparato comunale che sovrintende alla protezione delle cose e delle persone è, per ordinanze, leggi nazionali e regionali, in capo ai sindaci, che rappresentano lo Stato sul territorio da loro amministrato – ha detto il pm –. Nella alluvione annunciata come disastrosa e capace di produrre gradi danni alle cose e pericolo di vita per le persone queste presenze non ci sono state, l’apporto dei sindaci e loro collaboratori a protezione, soccorso e avvertimento del rischio che correvano alla popolazione e a quanti necessitavano di maggiori attenzioni, i bambini, gli anziani, gli ammalati, non c’è stato. Inascoltate le grida di aiuto di anziane come Anna Ragnedda che chiedeva d’essere salvata mentre l’acqua superava il letto sul quale era immobilizzata, a vuoto le implorazioni di soccorso di Francesco Mazzoccu, che per più di un’ora, stringendo al petto il figlioletto Enrico di tre anni, rimase in bilico su un muretto a secco che poi franò, trascinando nel vortice entrambi, annegati in due metri d’acqua. Inascoltato lo straziante appello di Innocenzo Giagoni, che vide sprofondane nel fango di una via pubblica l’auto con a bordo la figlioletta Morgana di due e anni e la moglie Patrizia Corona. Voleva suicidarsi, quel poliziotto, quando capì che la sua era una famiglia distrutta. Stessa sorte che toccò a Maria Massa, ritrovata dal figlio dentro casa, dov’era scivolata dopo essere stata travolta da fango e acqua. Nessun avviso neppure ad Arzachena, in città come in campagna, dove trovò la morte, intrappolata come topi, la famiglia di Isael Passoni, un operaio italo brasiliano che abitava in uno scantinato con la moglie Cleide e i figli Laine Kellen e il giovane Weriston. Nessuno, come a tutti gli altri deceduti, disse loro che stava per arrivare un ciclone assassino».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative