Duello anche per le scorie nucleari
L’assessore Donatella Spano ribadisce il no alla possibilità di ospitarle nell’isola
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SASSARI. La contesa è aperta anche quando si parla dei siti di stoccaggio di materiali radioattivi. E anche in questo caso il messaggio inviato dalla Regione al Governo non si presta a interpretazioni di sorta: la Sardegna ha ribadito il suo no all’eventualità di ospitare scorie nucleari. Lo scontro politico, dunque, si ripete anche su una questione che in verità era già stata affrontata in occasioni precedenti e che sembrava essere definitivamente archiviata dopo le dichiarazioni del ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, che il 20 agosto a Porto Torres aveva ribadito il concetto con una dichiarazione precisa: «Sulla possibilità di realizzare un deposito di scorie nucleari in Sardegna non c’è nulla di vero».
Una dichiarazione rilasciata davanti all’assessore all’Ambiente della Regione, Donatella Spano, che tuttavia ha colto l’occasione per ribadire il concetto. Ieri mattina, proprio nella sede dell’assessorato regionale all'Ambiente, c’è stata una riunione che avava lo scopo di “condividere con altri soggetti istituzionali interessati i contenuti del documento che la Regione trasmetterà al ministero dell’Ambiente la prossima settimana, nei tempi previsti per la chiusura della fase di consultazione nell’ambito del procedimento di valutazione ambientale strategica (Vas) per il Programma nazionale per la gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi”.
«Resta fermo il nostro no a un deposito delle scorie in Sardegna – ribadisce l’assessore all’Ambiente, Donatella Spano, che fa riferimento a una posizione espressa già nel 2015 –. Siamo assolutamente contrari a un deposito nella nostra terra e continuiamo a ripeterlo in ogni occasione anche quando, come in questo caso, la procedura non è legata all cosiddetta Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee, ancora non resa pubblica, ma le modalità gestionali del trattamento dei rifiuti nel futuro sito nazionale ancora da individuare. Abbiamo già detto no al nucleare in Sardegna davanti al Consiglio regionale, al ministro dell’Ambiente e al ministero per lo Sviluppo economico perché non vogliamo una nuova servitù, oltre quelle militari di cui l’isola è già pesantemente gravata, mentre siamo impegnati in lunghe e complesse operazioni di bonifiche per restituire ai Sardi il loro territorio». (c.z.)
Una dichiarazione rilasciata davanti all’assessore all’Ambiente della Regione, Donatella Spano, che tuttavia ha colto l’occasione per ribadire il concetto. Ieri mattina, proprio nella sede dell’assessorato regionale all'Ambiente, c’è stata una riunione che avava lo scopo di “condividere con altri soggetti istituzionali interessati i contenuti del documento che la Regione trasmetterà al ministero dell’Ambiente la prossima settimana, nei tempi previsti per la chiusura della fase di consultazione nell’ambito del procedimento di valutazione ambientale strategica (Vas) per il Programma nazionale per la gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi”.
«Resta fermo il nostro no a un deposito delle scorie in Sardegna – ribadisce l’assessore all’Ambiente, Donatella Spano, che fa riferimento a una posizione espressa già nel 2015 –. Siamo assolutamente contrari a un deposito nella nostra terra e continuiamo a ripeterlo in ogni occasione anche quando, come in questo caso, la procedura non è legata all cosiddetta Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee, ancora non resa pubblica, ma le modalità gestionali del trattamento dei rifiuti nel futuro sito nazionale ancora da individuare. Abbiamo già detto no al nucleare in Sardegna davanti al Consiglio regionale, al ministro dell’Ambiente e al ministero per lo Sviluppo economico perché non vogliamo una nuova servitù, oltre quelle militari di cui l’isola è già pesantemente gravata, mentre siamo impegnati in lunghe e complesse operazioni di bonifiche per restituire ai Sardi il loro territorio». (c.z.)
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