La Nuova Sardegna

Mediterraneo e sviluppo: l’isola guida i progetti

di Stefano Ambu
Mediterraneo e sviluppo: l’isola guida i progetti

La Regione autorità di gestione del piano transfrontaliero che coinvolge 13 Stati Ok al bando da 84,6 milioni. Le sfide: cambiamenti climatici e inclusione sociale

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CAGLIARI. Sviluppo, turismo sostenibile, sfide legate al cambiamento climatico (acqua, rifiuti, energia, protezione delle risorse naturali e gestione integrata delle zone costiere). E ancora: inclusione sociale e lotta alla povertà. Con progetti che partono dalla Sardegna e migrano verso sud, anche verso il nord Africa. È il nuovo bando del programma europeo di cooperazione transfrontaliera mediterranea chiamato Eni Cbc Med 2014-2020: la Regione è Autorità di Gestione. Vale 84,6 milioni di euro su un totale di 209 milioni, ma occorre aggiungere il co-finanziamento nazionale del 10% sui singoli progetti. È la più grande iniziativa dell'Ue di questo tipo nello spazio mediterraneo per numero di Paesi coinvolti e per risorse a disposizione. Un esempio pratico preso dal precedente bando: una iniziativa di cooperazione partita da Alghero con tredici partner provenienti anche da Tunisia, Giordania, Palestina, Libano. Risultato? Un progetto che aveva consentito di valorizzare il patrimonio storico, culturale e naturale dei Paesi partecipanti attraverso, ad esempio, l'uso della realtà aumentata.

«Qualcuno dice ‘aiutiamoli a casa loro’- ha commentato ieri mattina il presidente della Regione Francesco Pigliaru durante la presentazione a Villa Devoto- noi diciamo ‘aiutiamoci a crescere insieme». Partecipano 95 territori che fanno parte di 13 stati: Cipro, Egitto, Francia, Grecia, Israele, Italia, Libano, Giordania, Malta, Palestina, Portogallo, Spagna e Tunisia. «La Sardegna - ha continuato Pigliaru - è al centro di un bacino che in uno spazio geografico molto piccolo racchiude differenze di reddito enormi, con ciò che ne consegue sul fronte dei flussi migratori. Eni Cbc Med è un esempio chiarissimo di come si può intervenire sulle cause che ne sono all’origine». Poi un riferimento al problema degli sbarchi diretti dall’Algeria. «Abbiamo ottenuto - ha detto il presidente - il pressing da parte del nostro Governo per chiudere quel canale, ma siamo da tempo impegnati per coinvolgere le autorità algerine nei progetti e costruire una piattaforma di collaborazione con loro».

I progetti prevedono la partecipazione di soggetti rappresentativi di almeno 3 paesi diversi, tra cui uno Stato membro dell’Unione europea e un paese partner mediterraneo. La dimensione finanziaria può variare da 1 a 3 milioni. Nella precedente edizione (sempre gestita dalla Regione Sardegna), la Sardegna ha partecipato a 20 dei 95 progetti finanziati con una presenza di 34 soggetti coinvolti.«Un’attenzione particolare è rivolta allo sviluppo inclusivo e al rafforzamento delle capacità delle popolazioni locali - ha sottolineato la direttrice del programma Anna Catte - con azioni su educazione, formazione e creazione di impresa in particolare per donne e giovani generazioni».

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