Latte, via libera ai 45 milioni per i pastori
Maggioranza e opposizione votano insieme: ma basta con gli interventi straordinari. Strappo del Pds
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CAGLIARI. La promessa è stata mantenuta: i pastori avranno 45 milioni in tutto per far fronte al crollo del prezzo del latte. La legge è stata approvata con un voto trasversale dal Consiglio regionale, ma c’è stato lo strappo in maggioranza del Partito dei sardi, che si è astenuto in polemica con l’assessore all’agricoltura Pier Luigi Caria su come sono stati «recuperati i milioni».
Non è stata una passeggiata. Doveva essere un percorso facile per la la leggina destinata ad aumentare i contributi dai 15 milioni (approvati in agosto) di altri 30 milioni, perché questa era stata la proposta della giunta e del Consiglio dopo la manifestazione del Movimento pastori, poco prima di Ferragosto a Cagliari, e le ultime trattative al Tavolo verde con la Coldiretti e le altre organizzazioni di agricoltori. E invece in aula sia dalla maggioranza che dall’opposizione sono arrivate diverse critiche non tanto sull’ammontare del finanziamento quanto sul «rischio che l’emergenza, tra l’altro aggravata dopo la siccità e gli incendi, non possa essere risolta certo con l’ennesimo intervento straordinario». Sta di fatto che, alla fine, la legge è passata, con la certezza – dichiarata dall’assessore al bilancio Raffaele Paci – che «c’è da subito la copertura finanziaria».
La procedura. È stato l’assessore Caria a spiegare che sarà l’Argea a distribuire il contributo alle singole aziende ovicaprine, con una media di 12 euro per capo di bestiame e ogni assegnazione dovrà servire ad acquistare il foraggio che oggi scarseggia. Sarà in altre parole, ha detto ancora Caria, un contributo de minimis, dunque straordinario, e che dovrebbe essere anche al riparo da possibili contestazioni da parte dell’Unione Europea. «Rientrerà nello stanziamento deciso dal governo per le calamità nazionali e su cui Bruxelles sta per dare il via libera». Anche se diversi consiglieri – da Gaetano Ledda della Base a Marco Tedde di Forza Italia, da Gianluigi Rubiu dell’Udc a Fabrizio Anedda di Sinistra sarda, quindi sia dai banchi della maggioranza che da quelli dell’opposizione –hanno sollecitato più di un chiarimento sui tempi e l’iter dei pagamenti. Caria ha detto che sarà l’Agenzia regionale Argea a occuparsi della procedura, sarà comunque snella e basterà un’autocertificazione dei pastori, e poi nel giro di poche settimane saranno liquidati i contributi». L’importante – ha detto il capogruppo del Pd Pietro Cocco – che «la politica abbia mantenuto gli impegni».
Lo strappo. È stato improvviso, quando la legge era ancora in votazione, fra il Partito dei sardi, che era stato già molto critico con Pier Mario Manca, e l’assessore. Ad annunciare l’astensione è stato il capogruppo del Pds Gianfranco Congiu, che ha contestato alla giunta di «non aver recuperato i 30 milioni dal Piano di sviluppo rurale». Caria ha replicato: «Non è stato possibile, quelli sono fondi destinati ai danni strutturali subiti dalle aziende». La risposta è stata respinta come inaccettabili dal Pds e lo strappo s’è consumato.
Non è stata una passeggiata. Doveva essere un percorso facile per la la leggina destinata ad aumentare i contributi dai 15 milioni (approvati in agosto) di altri 30 milioni, perché questa era stata la proposta della giunta e del Consiglio dopo la manifestazione del Movimento pastori, poco prima di Ferragosto a Cagliari, e le ultime trattative al Tavolo verde con la Coldiretti e le altre organizzazioni di agricoltori. E invece in aula sia dalla maggioranza che dall’opposizione sono arrivate diverse critiche non tanto sull’ammontare del finanziamento quanto sul «rischio che l’emergenza, tra l’altro aggravata dopo la siccità e gli incendi, non possa essere risolta certo con l’ennesimo intervento straordinario». Sta di fatto che, alla fine, la legge è passata, con la certezza – dichiarata dall’assessore al bilancio Raffaele Paci – che «c’è da subito la copertura finanziaria».
La procedura. È stato l’assessore Caria a spiegare che sarà l’Argea a distribuire il contributo alle singole aziende ovicaprine, con una media di 12 euro per capo di bestiame e ogni assegnazione dovrà servire ad acquistare il foraggio che oggi scarseggia. Sarà in altre parole, ha detto ancora Caria, un contributo de minimis, dunque straordinario, e che dovrebbe essere anche al riparo da possibili contestazioni da parte dell’Unione Europea. «Rientrerà nello stanziamento deciso dal governo per le calamità nazionali e su cui Bruxelles sta per dare il via libera». Anche se diversi consiglieri – da Gaetano Ledda della Base a Marco Tedde di Forza Italia, da Gianluigi Rubiu dell’Udc a Fabrizio Anedda di Sinistra sarda, quindi sia dai banchi della maggioranza che da quelli dell’opposizione –hanno sollecitato più di un chiarimento sui tempi e l’iter dei pagamenti. Caria ha detto che sarà l’Agenzia regionale Argea a occuparsi della procedura, sarà comunque snella e basterà un’autocertificazione dei pastori, e poi nel giro di poche settimane saranno liquidati i contributi». L’importante – ha detto il capogruppo del Pd Pietro Cocco – che «la politica abbia mantenuto gli impegni».
Lo strappo. È stato improvviso, quando la legge era ancora in votazione, fra il Partito dei sardi, che era stato già molto critico con Pier Mario Manca, e l’assessore. Ad annunciare l’astensione è stato il capogruppo del Pds Gianfranco Congiu, che ha contestato alla giunta di «non aver recuperato i 30 milioni dal Piano di sviluppo rurale». Caria ha replicato: «Non è stato possibile, quelli sono fondi destinati ai danni strutturali subiti dalle aziende». La risposta è stata respinta come inaccettabili dal Pds e lo strappo s’è consumato.
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