Pd: la legge andrà avanti ora riparte il confronto
Le aree dem trovano l’accordo sulla soglia massima di metri cubi nei 300 metri Restano tre nodi: i bonus per gli hotel, i grandi progetti e il lotto minimo nell’agro
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CAGLIARI. Nessun passo indietro: il disegno di legge sull’urbanistica non sarà ritirato dalla giunta. L’appello della Consulta delle associazioni ambientaliste di sette giorni fa, «Pigliaru, ripensaci», è caduto nel vuoto. Era scontato che la risposta sarebbe stata «andiamo avanti», con una novità però: non è stata solo la giunta a dirlo, ma tutto il blocco del Pd in Consiglio regionale. Il non molliamo è arrivato proprio da quel Partito Democratico che, in piena estate, s’è massacrato in una faida senza precedenti sull’urbanistica del domani, dentro e fuori i 300 metri dal mare. Cos’è cambiato? Che il Pd, al termine di un vertice col governatore e l’assessore Cristiano Erriu, ha detto basta. Basta, con le «randellate in faccia al compagno di banco», perché «cominceremo a dialogare fra noi». Così sarà: nel partito, nella sottocommissione del Consiglio regionale e soprattutto fra le correnti dem finora accanite una contro l’altra. Non vuol dire che la legge è fatta, e le differenze fra Pigliaru e Soru, per esempio, siano svanite nel nulla, ma «da oggi in poi, al nostro interno, comincerà il confronto articolo per articolo sul disegno di legge della giunta e la proposta presentata dai consiglieri regionali Salvatore Demontis e Alessandro Collu (soriani)», ha detto alla fine del vertice il capogruppo Pietro Cocco. Delegato dalla giunta e dal gruppo a dare la «lieta notizia». Prima del dibattito in aula, entro la fine dell’anno, il testo Erriu sarà messo a confronto con la seconda proposta del Pd e con le altre presentate da Mdp e da Forza Italia. «Lo faremo anche con un confronto franco con gli altri partiti della maggioranza – ha aggiunto Cocco – e sappiamo che il presidente Pigliaru convocherà presto un vertice».
Le differenze. «Fra il testo della giunta e quello dei consiglieri regionali Demontis e Collu – ha detto Cocco, anche lui è un soriano – restano certo delle diversità, anche se ci sono molti punti d’incontro ed è da questi che partiremo». I nodi sono tre: i bonus volumetrici del 25 per cento a favore degli alberghi nei 300 metri dal mare, ipotizzati in tutte e due le proposte seppure con procedure diverse, il via libera ai possibili grandi progetti, con la giunta favorevole, contrari invece i soriani, e infine il lotto minimo per costruire in campagna. Cocco lo ha ammesso: «Sui 300 metri l’accordo è possibile, sull’agro la discussione è aperta, mentre sui grandi progetti siamo ancora lontani e anch’io ho forti dubbi sul percorso proposto dall’assessore Erriu. Però ci siamo impegnati a trovare un’intesa anche su quell’articolo».
I paletti. Ci saranno dei limiti di cubatura per gli alberghi che chiederanno il bonus del 25 per cento. Dopo diversi mesi di calcoli e simulazioni, ecco quale dovrebbe essere la soglia insuperabile: non più di 2mila metri cubi, cioè «lo stretto necessario – secondo i tecnici dell’assessorato – per costruire una sala congressi, o un centro congressi oppure aumentare il numero delle stanze ma solo nei piccoli alberghi». La correzione non è ancora ufficiale, ma ormai la quantità massima di «metri cubi ammissibili» non dovrebbe andare oltre. C’è poi un calcolo abbastanza complicato da spiegare che darebbe questo risultato: l’incidenza dei «servizi aggiuntivi per favorire la destagionalizzazione dell’offerta turistica» – è questa la finalità del bonus secondo il disegno di legge – non dovrebbe superare un più 0,018 per cento di volumetrie spalmato sui 1.800 chilometri di costa nella fascia dei 300 metri, perché – continuando nella simulazione – se anche tutte le 140 strutture che potrebbero beneficiare del bonus dovessero presentare la richiesta, il numero massimo e totale di metri cubi non dovrebbe superare quota 350mila.Per chi è favorevole ai bonus, questo calcolo dimostrebbe che «sarà minimo l’impatto degli aumenti volumetrici possibili», che – va precisato – «non sono nuove costruzioni ma l’ampliamento dell’esistente e solo per aumentare l’offerta turistica», è scritto nel disegno di legge. Ma è evidente anche il contrario: non basterà certo questa simulazione a far cambiare idea ai sostenitori dei «300 metri intoccabili sempre e comunque», ed ecco perché lo scontro è tutt’altro che finito. (ua)
Le differenze. «Fra il testo della giunta e quello dei consiglieri regionali Demontis e Collu – ha detto Cocco, anche lui è un soriano – restano certo delle diversità, anche se ci sono molti punti d’incontro ed è da questi che partiremo». I nodi sono tre: i bonus volumetrici del 25 per cento a favore degli alberghi nei 300 metri dal mare, ipotizzati in tutte e due le proposte seppure con procedure diverse, il via libera ai possibili grandi progetti, con la giunta favorevole, contrari invece i soriani, e infine il lotto minimo per costruire in campagna. Cocco lo ha ammesso: «Sui 300 metri l’accordo è possibile, sull’agro la discussione è aperta, mentre sui grandi progetti siamo ancora lontani e anch’io ho forti dubbi sul percorso proposto dall’assessore Erriu. Però ci siamo impegnati a trovare un’intesa anche su quell’articolo».
I paletti. Ci saranno dei limiti di cubatura per gli alberghi che chiederanno il bonus del 25 per cento. Dopo diversi mesi di calcoli e simulazioni, ecco quale dovrebbe essere la soglia insuperabile: non più di 2mila metri cubi, cioè «lo stretto necessario – secondo i tecnici dell’assessorato – per costruire una sala congressi, o un centro congressi oppure aumentare il numero delle stanze ma solo nei piccoli alberghi». La correzione non è ancora ufficiale, ma ormai la quantità massima di «metri cubi ammissibili» non dovrebbe andare oltre. C’è poi un calcolo abbastanza complicato da spiegare che darebbe questo risultato: l’incidenza dei «servizi aggiuntivi per favorire la destagionalizzazione dell’offerta turistica» – è questa la finalità del bonus secondo il disegno di legge – non dovrebbe superare un più 0,018 per cento di volumetrie spalmato sui 1.800 chilometri di costa nella fascia dei 300 metri, perché – continuando nella simulazione – se anche tutte le 140 strutture che potrebbero beneficiare del bonus dovessero presentare la richiesta, il numero massimo e totale di metri cubi non dovrebbe superare quota 350mila.Per chi è favorevole ai bonus, questo calcolo dimostrebbe che «sarà minimo l’impatto degli aumenti volumetrici possibili», che – va precisato – «non sono nuove costruzioni ma l’ampliamento dell’esistente e solo per aumentare l’offerta turistica», è scritto nel disegno di legge. Ma è evidente anche il contrario: non basterà certo questa simulazione a far cambiare idea ai sostenitori dei «300 metri intoccabili sempre e comunque», ed ecco perché lo scontro è tutt’altro che finito. (ua)
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